Le carceri della Sicilia nelle scorse ore in fermento a seguito del decreto Conte dell’8 marzo che vieta i colloqui fisici con i familiari dei detenuti: rivolte, aggressioni e sequestri di poliziotti penitenziari, in fiamme lenzuola e oggetti, stanze danneggiate e tentativi di fuga.

A Siracusa i detenuti hanno dato alle fiamme lenzuola e hanno danneggiato arredi nel blocco 50 del carcere di Cavadonna, bruciato suppellettili e utilizzato le brande per sfondare alcuni cancelli. Danneggiata una delle due cucine, che al momento è inagibile.

Qualche ora fa la situazione è tornata alla normalità.

Anche a Palermo, nel carcere Pagliarelli la situazione pare essere rientrata, qui i detenuti avevano preso le chiavi a uno degli agenti della polizia penitenziaria e avevano occupato un’intera ala.

La scorsa notte era rientrata anche la protesta nel carcere Ucciardone dove i detenuti urlavano battendo oggetti e incendiavano carta e lenzuola che poi buttavano dalle finestre delle celle. Inoltre il tentativo di evasione dal carcere, alcuni detenuti hanno tentato di scavalcare la recinzione dell’istituto di pena per tentare di fuggire.

Anche a Trapani i detenuti hanno protestato, circa 30 persone sono salite sui tetti nel “Cerulli” incendiando materassi.

Tensione anche a Caltanissetta, Enna, e Messina, dove i parenti dei detenuti hanno organizzato un sit in.