Lunga serie di intitolazioni per le vie e le piazze cittadine ancora senza nome. La Giunta municipale di Ispica ha approvato un corposo provvedimento che da un lato risolve un problema che si trascinava da anni e che non ha mancato di creare problemi di natura logistica agli abitanti di quelle vie non ancora intitolate. Dall’altro tributa un doveroso riconoscimento a donne e uomini storici o contemporanei, del mondo della politica e delle istituzioni, della cultura e dell’impegno civile meritevoli di essere ricordati e indicati alle future generazioni.

Fra tutte spiccano le intitolazioni del Lungo Cava Belvedere (la cosiddetta “via dei laghetti”) all’ex soprintendente ai Beni culturali ed ambientali di Ragusa Calogero Rizzuto, scomparso nelle scorse settimane a causa del Covid-19 e il cui impegno in favore della ristrutturazione in corso del Parco archeologico della Forza e del ritorno ad Ispica del relitto della nave bizantina “Longarini” è stato determinante.

La piazza fra le vie Mazzini, Duca degli Abruzzi e Rapisardi sarà invece intolata ad Ernesto Basile, l’architetto genio del Liberty che progettò Palazzo Bruno di Belmonte, oggi residenza municipale, che sovrasta proprio quella piazza.

Nelle zone di espansione della città verranno invece ricordate illustri vittime di mafia e di terrorismo come, Piersanti Mattarella, Peppino Impastato, Vittorio Bachelet, Pio La Torre, Don Pino Puglisi, Rosario Livatino, Pippo Fava, Libero Grassi. Vie anche per figure rilevanti della vita istituzionale, dell’impegno civile e della testimonianza di fede come Tina Anselmi, Igino Giordani, Madre Teresa di Calcutta, Nilde Iotti, Giuseppe Di Vittorio, Chiara Lubich, Enrico Berlinguer, Antonio Gramsci, Pietro Nenni. Una zona è dedicata invece a profili importanti dal punto di vista culturale: Leonardo Sciascia, Aldo Rossi, Vincenzo Consolo, Alda Merini, Gesualdo Bufalino, Dario Fo, mentre lo slargo antistante lo stadio Peppino Moltisanti sarà dedicato all’indimenticato campione olimpionico Pietro Mennea.

Le vie di un altro quartiere prenderanno il nome di illustri personaggi ispicesi del passato come Antonio Caruso, primo barone di Spaccaforno vissuto nel 1400, l’Arciprete Salvatore Vella, poeta e sacerdote vissuto fra l’800 e il ‘900, lo storico e geografo Santi Floridia, anche lui vissuto fra l’800 e il ‘900, Isabella Caruso, baronessa di Spaccaforno, vissuta fra il ‘400 e il ‘500, ricordata come “madre dei poveri” per le sue concrete opere di generosità, Francesco Quinto Statella, marchese di Spaccaforno che governò fra il ‘600 e il ‘700, reggendo le sorti di Spaccaforno durante e dopo il terremoto del 1693. Doveroso anche un ricordo per lo scultore e poeta Salvo Monica.

 


Tre vie sono state intitolate ad altrettanti pontefici, Paolo VI, Papa Luciani e Giovanni Paolo II. A Pietro Germi sarà intitolato il largo attiguo a Piazza Unità d’Italia, ai piedi della scalinata di Chiesa Madre immortalata dal compianto regista in “Divorzio all’italiana”. L’attuale Piazza Germi, attigua a via Sulla, sarà intoilata allo scrittore Andrea Camilleri: di fronte a questa piazza c’è il Casino Bruno di Belmonte all’interno del quale sono state girate delle scene del “Commissario Montalbano”. Nello stesso provvedimento viene infine individuata in modo preciso Contrada San Giovanni, posta all’inizio della Strada Barriera.

Per alcuni dei personaggi scelti dall’Amministrazione, sarà necessario un “nulla osta” perché si tratta di persone scomparse da meno di dieci anni.