Gli infermieri aderenti al Nursind sono scesi in piazza anche a Palermo, dove sono giunti da tutta la Sicilia per partecipare allo sciopero nazionale indetto dal sindacato.

Una protesta per chiedere maggiore dignità a una categoria allo stremo, a seguito dell’emergenza Covid, e che adesso chiede di essere presa in seria considerazione delle istituzioni regionali.

Gli ospedali al collasso, afferma il sindacato, non fanno altro che acuire il senso di profondo disagio vissuto dal personale sanitario dell’Isola che combatte da anni contro organici ridotti e promesse fino a oggi non mantenute. Questa mattina la categoria è scesa in piazza davanti a Palazzo d’Orleans dove dalle 10 sono arrivati lavoratori da tutte le province dell’Isola.

“La prima richiesta sembra essere quella del personale da aumentare negli ospedali siciliani – dice Aurelio Guerriero, segretario Nursind Palermo – La nostra vita sta diventando un calvario – ha aggiunto – tra colleghi che si sono licenziati e altrui che prendono ansiolitici prima di andare a lavoro”.

“Non scioperiamo per creare disagio ma per risolverlo il disagio – ha detto Salvatore Calamia, coordinatore regionale Sicilia -. Abbiamo deciso di scioperare perché chiediamo istituzioni più vicine, l’aumento del numero di operatori sanitari nelle aziende e che vengano attivati gli infermieri di famiglia e l’assistenza domiciliare. Tutte proposta mai ascoltate o prese in considerazione. La situazione deve migliorare non solo per quanto riguarda l’emergenza Covid ma anche per affrontare meglio tutte le patologie”.

Alla manifestazione del sindacato degli infermieri, nella confederazione Cgs, hanno aderito anche l’Asoss in rappresentanza degli operatori socio sanitari e diverse altre sigle e associazioni.

Qui di seguito l’intervento del Segretario Provinciale Nursind Ragusa, Giuseppe Savasta.