agnello tumoreGuarire da una metastasi polmonare in stato avanzato. Oggi si può.

E’ quanto accaduto a Giovanni Agnello, 83 anni, di Ragusa. Un anno fa, a novembre,  la  tac infausta: metastasi polmonare in avanzamento, ormai già di quarto grado, con probabile ricaduta nel canale midollare. Di fatto due, al massimo tre mesi di vita, con quasi più nulla da fare in una lotta al cancro che durava già da qualche anno e che lasciava come ultimo tentativo una cura antioncogenesi ritenuta, dall’oncologo curante, “troppo invalidante in un paziente già troppo debilitato”.

Ma qualcosa è cambiato nella vita di Giovanni. O meglio, qualcosa è cambiato nella sua alimentazione. Decise a non lasciarlo soffrire senza un minimo di tentativo di supporto, moglie e figlia si sono fatte coraggio. E hanno stretto il cerchio.

Mia madre lo inseguiva anche in bagno con questi succhi verdi che non voleva bere” racconta la figlia Maria Agnello, biologa nutrizionista esperta nella micoterapia da anni impegnata nello studio e nell’approfondimento delle nutrizione clinica e del ruolo dell’alimentazione nella prevenzione e nella cura delle principali patologie.

Oggi, a distanza di un anno, il miracolo. Da una tac fatta per scrupolo, con il solo intento di controllare l’avanzata del tumore, la scoperta più schioccante: “Il cancro non c’è più” racconta Maria.

E la sua gioia traspare anche oltre la cornetta del telefono.

Si registra il 90 per cento di regressione della massa tumorale” precisa il referto del radiologo. Ma il sospetto che quel che ancora si vede siano solo delle cicatrici lasciate dal cancro mette ancora più speranza in una famiglia toccata da un miracolo che non si aspettava.

Vedevo che mio padre stava meglio e che il suo corpo rispondeva bene” racconta Maria. “Ma mai avrei pensato ad un risultato così forte e così veloce in una situazione tanto complicata e soprattutto così avanzata”.

Cosa dicono i medici di questo recupero?
Sono corsa da loro, ovviamente. L’ultima tac è del 20 ottobre 2014 e appena abbiamo avuto il referto mi sono rivolta ad una oncologa ricercatrice per sentire la sua opinione.  Schermata 2014-11-06 a 09.28.33La paura istintiva era che il tumore potesse essere sparito dai polmoni ma iniziato da qualche altra parte. La tac di un anno fa infatti indicava una possibile invasione del canale midollare con tutte le conseguenze devastanti di una tale situazione. Invece il responso medico è stato eccezionale: signora, mi ha detto, suo padre può morire di tutto, ma certo non di cancro. Sono le parole che ogni figlio sogna di sentirsi dire da un oncologo”

 

 

 

Cosa ha creato l’inversione di marcia delSchermata 2014-11-06 a 09.30.44tumore? Come si è espresso l’oncologo su questo punto?
Un miracolo. Che siano stati i funghi, l’alimentazione vegetale e integrale meticolosa che da febbraio di quest’anno mio padre ha seguito o l’intervento del Padre Eterno non si sa con esattezza. Ciò che conta è che tutto questo ha funzionato. L’unica cosa che so, da biologa e studiosa, è che ora bisogna approfondire e verificare se davvero un cambio alimentare unito alla micoterapia e altri piccoli accorgimenti possano fare la differenza anche per altri pazienti. Una rondine non fa mai primavera. Ma nemmeno va trascurata. Soprattutto se riporta effetti così evidenti e inconfutabili.”

Quando dici alimentazione meticolosa cosa intendi?
“Mio padre seguiva una alimentazione vegetale e integrale già da qualche anno, dopo la diagnosi di metastasi al polmone sinistro. Nel 1972 era stato operato e gli avevano tolto il rene destro per un carcinoma grande come una arancia. Per 38 anni tutto è andato bene, fino a quando a causa di un problema respiratorio ci si è accorti della recidiva polmonare insorta decisamente in là nel tempo. Il cambio alimentare (poche proteine animali, solo pesce e poca carne bianca) e l’utilizzo di funghi che gli somministravo adattandoli al suo stato fisico, al bisogno di supporto durante le chemioterapie e alle necessità che di volta in volta si presentavano, gli hanno consentito di affrontare gli ultimi 3-4 anni in modo abbastanza controllato. Un anno fa tuttavia c’è stato il tracollo. La tac del novembre 2013 evidenziava un’avanzata ormai inarrestabile del tumore che aveva intaccato il polmone destro e anche la IV e V vertebra dorsale, invadendo il canale midollare. Insomma un brutto epilogo che ha costretto mio padre a letto immobile per quasi due mesi, rischiando la paralisi. In febbraio, stanche e affrante di vederlo soffrire in questo modo senza avere di fatto altre possibilità di cure (gli è stata prescritta solo una radioterapia mirata alle vertebre per rallentare l’avanzata del tumore), io e mia madre ci siamo messe d’impegno. Gli abbiamo fatto seguire una dieta totalmente vegetale e integrale, come quella consigliata dal prof. Campbell nei suoi studi, eliminando anche quel poco di alimenti di origine animale che si era tenuto stretti. Gli abbiamo somministrato dei succhi verdi, intramezzati tra i pasti. E ho continuato a sostenere il suo stato fisico con l’ausilio dei funghi. Era un tentativo di addolcirgli la vita che gli rimaneva, di dargli un po’ di forze e di togliergli se possibile qualche disturbo.”

Speravi in una guarigione?
“La speranza è sempre l’ultima a morire. Ma mai mi sarei aspettata un risultato così potente di guarigione. Quando ho richiesto la tac ad ottobre 2014 era per controllare il tumore: pensavo o meglio speravo si fosse rallentato o magari leggermente regredito. Ma addirittura sparito,     questo no. Non l’avrei mai immaginato. E si che ci lavoro e ci credo da anni su questi argomenti…”

Dice che siano stati i funghi? O l’alimentazione?
“Onestamente non posso affermare con assoluta certezza quale elemento abbia fatto la differenza. Quel che certo è che l’unica cosa che è stata cambiata nella sua terapia è stata l’alimentazione che si è fatta più rigorosa e dettagliata. Personalmente sono convinta che sia stato un insieme di circostanze, il lavoro antinfiammatorio e di modulazione del cortisolo svolto dai cibi uniti ai funghi che ne hanno supportato il lavoro, operando in un fisico che ha saputo reagire e graziarsi degli strumenti messi in campo. E con strumenti non escludo la cura antioncogenesi dei mesi precedenti e la radioterapia mirata. Questo risultato tuttavia mi fa dire che siamo sulla strada giusta: qualcosa c’è che possiamo fare con l’alimentazione e con la giusta integrazione naturale. Ora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche, studiare, approfondire, analizzare e verificare con dettaglio e precisione affinché la scienza e la conoscenza su questi argomenti vadano avanti”.

 

Fonte: niclapress.com