Depositato ieri mattina il testo che punta a riformare le Province in Sicilia. Il termine per gli eventuali emendamenti è previsto entro lunedì alle ore 13, mentre martedì dalle ore 10 si procederà all’esame e al voto in commissione Affari Istituzionali presieduta dall’on. modicano Ignazio Abbate, dopodiché, il ddl andrà all’Ars.

Nel DDL presentato, viene garantita la presenza di genere nelle liste provinciali, prevedendo un limite minimo di 1/3 nel rapporto di candidati fra uomini e donne. Ridotto invece il numero di assessori e consiglieri provinciali rispetto al passato, rendendo la macchina amministrativa più fluida. Secondo quanto previsto dalla bozza di ddl, i liberi consorzi con meno di 500.000 abitanti (Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Enna, Trapani e Agrigento) saranno composti da 25 componenti, i quali saliranno a 30 se si supera il limite di popolazione previsto. Nella composizione delle giunte dei liberi consorzi, è previsto che “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico“. Inoltre, chi ricoprirà la carica di assessore non potrà al contempo rimanere nel Consiglio dei Liberi Consorzi. Stesso discorso vale anche per le Città Metropolitane, dove peraltro si tornerà all’elezione diretta del presidente. In questi organi però è garantita la semplice “presenza di genere”, senza determinare soglie minime di rappresentanza obbligatoria. Con riguardo alle Città Metropolitane Messina avrà 35 consiglieri, mentre Palermo e Catania (che superano il milione di abitanti) ne avranno 40. Il numero di assessori previsti sarà pari ad un terzo del Consiglio Provinciale.

“Sono contento che la maggioranza si è convinta della possibilità per l’elezione diretta delle Province – ha commentato il deputato regionale della DC Ignazio Abbate –. Andare a votare con la legge Delrio significava non dare rappresentanza ad un ente che può dare tanto ai territori. Vigilieremo sull’approvazione veloce del testo nelle commissioni. Solo con l’ok entro la prima decade di novembre si può evitare l’elezione di secondo livello. Sono contento che la maggioranza è compatta sulla questione visto che il testo è stato firmato da tutti i capigruppo”.

Il testo è stato infatti firmato dai capigruppo Stefano Pellegrino (Forza Italia), Marianna Caronia (Lega), Carmelo Pace (DC), Giuseppe Castiglione (MpA) e Giorgio Assenza (FdI).

Per certi versi la prospettiva di un ritorno alla Provincia, con le funzioni che avevano nel passato, può contribuire a dare supporto ai Comuni, a rafforzare gli strumenti di collaborazione e supporto tecnico agli enti di base, soprattutto a quelli di minori dimensioni, da parte di un ente, che, dovrebbe sempre più essere chiamato ad implementare anche capacità tecniche ed operative a sostegno dei Comuni.

Dalle opposizioni però si annuncia battaglia e voto segreto.