Giampaolo Schillaci al Rainbow Warrior: “Scicli avversa alle trivellazioni marine”
- 13 Ottobre 2014 - 6:03
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Il tour della Rainbow Warrior ha toccato le coste della Sicilia, una delle aree maggiormente interessate da progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi in mare. Greenpeace si è fermata a Licata da venerdì 10 sino a ieri, domenica 12 Ottobre incontrando amministrazioni e comitati locali.
“Non potevamo ammainare le vele proprio ora che si va preparando il peggior attacco mai concepito ai danni del nostro mare” – dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. “Il decreto ‘Sblocca Italia’ indebolisce le valutazioni d’impatto ambientale, già oggi spesso lacunose, ed emargina i governi locali, che avranno ben poca voce in capitolo rispetto a progetti che impatteranno pesantemente sui loro territori. Alle “trivelle facili” di Renzi diciamo no. Non passeranno. E al fianco dei ‘comitatini’ diciamo forte e chiaro: il mare e i territori sono la vera ricchezza di questo paese, non il petrolio”, conclude Monti.
Ieri mattina Giampaolo Schillaci, Assessore Unesco Scicli ha raggiunto Licata. Ecco il suo intervento:
“Porto i saluti del Sindaco di Scicli, Franco Susino, che come i colleghi Assessori e i Sindaci qui in sala sanno bene è sempre presente ovunque si tratti della difesa del territorio contro le trivellazioni. Scicli si è sempre opposta e ha sempre prodotto o aderito a documenti tecnici e/o politici contro questa forma di aggressione di un territorio altamente vocato al turismo di qualità, sempre supportata peraltro dalla (ex) Provincia, da Legambiente, dalle Associazioni cittadine, sperando di non dimenticare nessuno. Anche oggi esprimerò la totale avversità di Scicli alle trivellazioni marine, che rappresentano il tema principale della riunione presso la nave Rainbow Warrior, organizzata da Greepeace, che ancora una volta ringraziamo.
Aggiungo che come semplice cittadino e come Amministratore, sono profondamente turbato dall’uso di norme e decreti che “sbloccano”, come il cosiddetto “Sblocca Italia” che oggi porta verso le trivellazioni a mare, poiché annullando le volontà dei Territori sono eticamente inaccettabili; inoltre, come risultato ultimo favoriscono la grande speculazione, sviando l’attenzione dei cittadini con il seducente messaggio della promessa di forzare le maglie dell’”odiata burocrazia”. Peraltro, Il profilo di incostituzionalità è evidente a molti e quello di immoralità altrettanto forte, ma nascosto ai meno attenti, poiché il risultato pratico è che se si volessero costruire palazzi nei centri urbani del Val di Noto, distruggendone per sempre l’identità e polverizzando l’unica ricchezza che oggi possediamo, questo potrebbe divenire possibile.
Come rappresentante eletto del sito del Val di Noto in ambito Unesco debbo rimarcare che qui e oggi dobbiamo definitivamente prendere consapevolezza del valore che all’area mediterranea viene attribuita dai maggiori economisti – filosofi del nostro tempo, i quali vedono negli stili di vita vissuti dalla nostra gente nell’ambiente meraviglioso che li circonda il nucleo di un nuovo e diverso modo di vivere da esportare presso le altre culture. Oggi pertanto, le trivellazioni e, molto di più, l’intero decreto Sblocca Italia n.133/2014, non possono essere trattati come un fatto contingente, bensì come una battaglia fra stili di vita improntati alla cultura dell’area centro mediterranea e le politiche rapina provenienti da altri mondi. Un tentativo ulteriore di bruta colonizzazione che, questa volta, deve finire in un altro modo.
Mi farò portatore di un intervento mirato presso l’area culturale Unesco, in Italia come a Parigi”.












