Non scambi di denaro, ma di favori e raccomandazioni. Questo accadeva a Rimini Sport Dance 2018: punteggi influenzati quelli emessi da giudici e direttori di gara, per far vincere certe scuole di ballo o almeno garantire loro un buon piazzamento. Perfino un quarto posto poteva essere oggetto della “segnalazione”.

L’attività investigativa, svolta dal luglio 2018 al mese di gennaio 2019, è stata avviata su delega della locale Procura della Repubblica di Rimini a seguito di un esposto, depositato il 5 giugno 2018 dalla Procura Generale dello Sport. Ne è emersa una “rete” finalizzata alle frodi in competizioni sportive, con diversi soggetti  in grado di insinuarsi nelle articolazione della F.I.D.S., e di gestire la Federazione in spregio ai principi dell’ordinamento sportivo anche condizionando l’operato di chi intendeva opporsi a tale illecita gestione: dalle intercettazioni risultano contatti con al concorrente che si era rivolta agli inquirenti per convincerla a desistere dalle sue accuse.

Nel corso dei Campionati Italiani che si sono svolti presso i padiglioni della Fiera di Rimini dal 5 al 15 luglio 2018,con oltre 20.000 atleti e 200.000 spettatori, i carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rimini, hanno riscontrato sistematiche frodi sportive dove la figura di riferimento era un istruttore di danza tesserato FIDS, il quale da un lato riceveva le segnalazioni degli atleti da favorire e dall’altro, dopo averle vagliate e valutate, le comunicava a giudici, direttori di gara, o ad altri soggetti che poi avrebbero contattato le giurie.

Almeno 12 le gare certamente truccate: due di ballo latino, una di ballo da sale, le restanti di ballo standard.

Nei giorni scorsi, nelle province di Milano, Monza-Brianza, Varese, Terni, Reggio Calabria, Matera e Bari, i Carabinieri del Nucleo Investigativo – Reparto Operativo di Rimini hanno dato esecuzione a 7 provvedimenti cautelari interdittivi e coercitivi emessi in data 4 novembre 19 dal GIP del Tribunale di Rimini nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di “frode in competizioni sportive in concorso”. Per loro è stata disposta la sospensione di sei mesi da ogni attività in società sportive. Mentre un altissimo dirigente F.I.D.S. è stato denunciato per la mancata segnalazione all’Autorità Giudiziaria degli illeciti sportivi che gli erano stati segnalati.

Tre degli indagati risiedono nel milanese; gli altri sono di Varese, Terni, Matera, Bari e Reggio Calabria.

Ora la F.I.D.S. acquisirà le risultanze dell’indagine per valutare l’annullamento delle gare inquinate e la regolarità dell’intero Campionato italiano.