Franco Susino: “La giustizia esiste. Voglio rivedere i miei figli”. E ora c’è chi parla di giornalisti senza scrupoli che hanno volutamente alzato il polverone
- 12 Luglio 2016 - 19:45
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di Viviana Sammito
Quando un’ausiliaria dell’ospedale regalò un rosario a Franco e quando sua moglie gli disse: “Gli sciclitani ti vogliono bene”. E’ uscito da un incubo e non gli sembra neanche vero. Ricorda i tre anni trascorsi in attesa della sentenza. “La giustizia esiste”. Così ha esordito Franco Susino, assolto con formula piena dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Lui ha ricordato di essere figlio delle istituzioni, oltre che essere stato sindaco. Franco è figlio di un appuntato dei carabinieri. “Mio papà mi ha cresciuto secondo certe regole, per avere sempre creduto nei suoi ideali di fedeltà, legalità, giustizia e rispetto. Si è fatto tre anni di prigionia nei campi di concentramento, in Germania”. E poi Franco ha raccontato come ha trascorso i mesi prima della sentenza. “Mia moglie mi diceva sempre: <<gli sciclitani ti vogliono bene>> e questo mi è servito ad affrontare determinati momenti. Mi sono avvicinato alla Chiesa. Un’ausiliaria dell’ospedale mi ha regalato un rosario e mi ha detto: << se lo porti sempre dietro con lei, lo proteggerà>>. Adesso Franco ha un desiderio: rivedere i suoi figli che vivono e lavorano al nord. Secondo l’ex sindaco loro hanno sofferto più di tutto perché sono lontani e devono convivere con persone che non conoscono la realtà sciclitana e i fatti. E poi a chi gli ha girato le spalle, lui ha detto: <<Non sono abituato a pensare a una vendetta, Dio esiste per tutti>>.
Sono tanti gli attestati di solidarietà del mondo della politica ma sono stati tanti in questi anni le persone che hanno voltato le spalle all’ex sindaco, che era stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Un uomo e un politico che è stato messo alla gogna insieme con i consiglieri comunali ingiustamente.
La giustizia esiste per Franco Susino. Ma prima di avere giustizia ha dovuto subire un processo, che tutto sommato si è concluso, in primo grado, in breve tempo, le angherie di una classe politica che lo ha costretto alle dimissioni da Sindaco, oggi potremmo dire ingiustamente, com’è stato anche ingiusto mandare a casa un intero consiglio comunale. Tutto in danno di Scicli, la bella città di Montalbano dove però vivono, prima del Commissario, persone che hanno la dignità. Sono state scritte tante parole sulla mafia di Scicli ed era stato buttato nel calderone anche il nome di un uomo onesto, fatto passare per mafioso. Forse lui è stato troppo buono e poco scaltro. Nessuna intercettazione ha dimostrato che Susino ha intrattenuto rapporti con Franco Mormina, considerato il capo dell’operazione criminale, quello che gestiva nei fatti l’azienda Busso con metodi mafiosi, sottomettendo dipendenti e titolare. “Il fatto non sussiste”secondo il collegio dei giudici, presieduto da Vincenzo Saito. Franco Susino è stato assolto. Ma non dimenticherà mai quando la gente lo guardava come Franco il mafioso o il corrotto, non dimenticherà tutto il fango che gli è stato buttato addosso. Prima ancora di una sentenza.
Il mondo della politica è intervenuto con attestati di solidarietà: per il deputato regionale sciclitano, Orazio Ragusa, sono state “Eliminate le ombre attorno ai vertici istituzionali del Comune. Ora bisogna comprendere in che modo sarà garantita l’agibilità politica all’intero palazzo di Città”.
Per il parlamentare Pippo Digiacomo <<è un momento importante per la persona e per la città di Scicli cui era stato apposto un marchio di mafiosità veramente infamante. Mi auguro adesso che vengano ricostituiti gli organismi democraticamente eletti e troppo frettolosamente sciolti per mafia.” La città di Scicli e l’intera provincia di Ragusa hanno subito un’ingiustificata mortificazione e un’incredibile danno di immagine per colpa della frettolosità di qualcuno. Errori gravissimi che adesso rivendicano di essere riparati” ha avvertito il deputato, Nello Dipaquale. Il parlamentare nazionale, Nino Minardo, da oggi è “cittadino sciclitano”. E’ questo l’incipit della sua nota stampa: è orgoglioso di essere sciclitano. Una dichiarazione forte considerato che Minardo è un amico stretto del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha sciolto per infiltrazioni mafiose il comune. Minardo ha fatto riferimento a chi ha tramato contro la città per attribuirle “un’immagine contorta”.<< Il polverone mediatico alzatosi in questi giorni non è assolutamente accettabile attuato da certi giornalisti sia locali che nazionali che non conoscono affatto l’essenza di questo territorio tanto da abbinare sulla stampa appunto il nome di Scicli con la figura del Commissario Montalbano, per far maggiore presa nel lettore ed ingigantire il messaggio che maldestramente si vuole fare passare. Siamo orgogliosi di Scicli e per questo difendiamola>. Così Nino Minardo.
Non è intervenuta con un comunicato stampa la senatrice, Venerina Padua, e contattata telefonicamente ha risposto che vuole prima riflettere prima di inviare una nota ufficiale e, tuttavia ieri sulla sua pagina Fb, ha pubblicato un messaggio: <<il compiacimento per la sentenza con cui l’ex sindaco di Scicli, Dott. Franco Susino, è stato prosciolto dall’accusa di associazione mafiosa. Adesso anche le istituzioni politiche e amministrative della città sono state riabilitate dall’infamante accusa di essere mafiose>>.
“Scicli non è una città mafiosa. Garantire presto l’agibilità democratica al Comune”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Ragusa, Peppe Scifo, in riferimento all’assoluzione di Susino. <<Il verdetto – si legge – rende giustizia ad un uomo per bene e rimuove l’onta di mafiosità ad una comunità, come quella sciclitana, fatta di gente laboriosa, legata oggi ad uno sviluppo turistico, senza precedenti, che ha determinato crescita economica e occupazione soprattutto intellettuale e giovanile>>.













Enzo Gulino
Il riscatto: ancora una volta il tempo e’ stato galantuomo e ancora di piu’ l’ex sindaco Dott. Franco Susino che esce a testa alta da una situazione sia soggettiva che oggettiva poco piacevole. Chi ne esce con le ossa rotte e con tanto di vergogna e’ il comune di Scicli (in senso lato) e Noi sciclitani che ancora una volta soccombiamo ad una Giustizia ingiusta: a chi attribuire le colpe? Pensiamo ad un futuro nel quale possiamo dare finalmente un colpo di reni.