“Miei carissimi e affettuosissimi fans purtroppo il Maestro è salito in cielo.” Con queste parole la figlia Alessia ha comunicato la scomparsa di Brigantony all’età di 74 anni. Il noto artista lo scorso lunedì era stato ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione.

Nella notte è arrivata la triste notizia!

Brigantony, pseudonimo di Antonino Caponnetto  è stato un cantautore italiano, di musica popolare. Nato nel rione Cibali, a Catania, nel 1976 all’età di 28 anni emigra in Belgio, dove inizia a lavorare come muratore. Con alcuni risparmi riesce ad incidere il primo disco “A bella vita” (inizialmente uscito col titolo “A zita pilusa”- letteralmente “La fidanzata pelosa” ma subito cambiato). La musica di Brigantony spazia dalla tarantella siciliana (Tarantella erotica, Tarantella cumannata ecc.) al rock (Nannu rock, U vinu sicilianu, Mi stuppai na fanta, ecc.), dal boogie-woogie allo swing, alla dance anni Ottanta e Novanta (Semu fuiuti frischi ecc.), dal rap (Opa’cche bellu ‘u cinima) al pop, alla latino-americana, fino al blues.

La carriera di Brigantony comincia con un classico stile in tarantella siciliana, poi arrivano  altri generi, soprattutto il rock’n’roll, altra vera passione di Tony, ed il genere è già ricco di doppi sensi e critiche alla vita sociale, tutto trattato in maniera goliardica.

A fianco di queste canzoni vi sono comunque brani più seri, come Carusidda Siciliana, Amuri Miu, Bedda e America.

Durante la seconda metà degli Ottanta, Brigantony pubblica il suo poker di album più famosi: Vamos a pilus (1985), A ciolla (1987), ‘Cò bullu (1988) e ‘U sucu do pollu (1989). Questi 4 album, fondamentali nella carriera di Brigantony, sono intervallati da altri dischi minori di “scenette” varie, ma rappresentano il periodo di maggior forma dell’artista, oltre a contenere i brani più famosi e che hanno girato il mondo.

I dischi successivi, Cò filter (1990), Love (1990) e D.O.C. (1991) mostrano canzoni forse meno ispirate, più spazio a canzoni classiche ed una minore volgarità, oltre a dare più spazio alle scenette recitate.

Tutto ciò verrà lasciato al passato dal successivo Bastardes (1992), dove la preponderante volgarità si unirà a nuovi stili sempre più presenti, quali il latino-americano e la dance anni novanta che spopolava in quegli anni, forma che continuerà anche in album successivi come Super Brigantony Man (1992) e Ppà vannu cu ce’ ce’ (1993).




Da sottolineare, durante questi anni di vasta produzione, gli album Micio Tempio 2000 (1992) e Micio Tempio 2000 vol. 2 (1993), dove Brigantony reinterpreta le poesie di Domenico Tempio, poeta catanese vissuto tra il Settecento e l’Ottocento. I dischi successivi sono pieni di cover, soprattutto di canzoni che hanno avuto grande successo in quegli anni, e di scenette recitate, con poche canzoni rimaste nella testa del pubblico.

Nel 1998 pubblica The bestia, più curato e raffinato che a brani inediti – come il medley Manuela / Pensami / Se mi lasci non vale (cover di brani di Julio Iglesias) – affianca riarrangiamenti di vecchi successi, quali A Sausizza e Na Vota ni Lavaumu nta Pila. Durante la promozione di questo disco Brigantony torna alla ribalta con diverse apparizioni televisive ad Insieme, una delle trasmissioni di maggior successo di Antenna Sicilia/Teletna.

I primi anni 2000 saranno caratterizzati da una produzione scarna e di basso livello, oscurata anche dall’affermazione dei Brigantini, band che arrangia in chiave moderna i pezzi di Brigantony. Grazie alla pubblicazione di alcuni album, questa band originaria di Paternò, contribuì a far conoscere Brigantony anche tra i più giovani – per i quali è diventato un’icona. Il maestro Brigantony registrerà anche dei cori insieme a questa band: si ricordino gli album International (2002), Fazzu l’indianu (2003) che contiene la hit I Never Stones to Your Sister (presentata anche a Music Zoo di All Music) e Ma se il caldo arriva… (2005).

Nel 2005 partecipò all’evento Concerto per Catania, organizzato a sostegno della candidatura a sindaco di Enzo Bianco, a fianco di artisti conterranei quali Carmen Consoli, Mario Venuti, Tinturia, Lautari e Brando. Durante l’esibizione venne accompagnato dai cori dei Brigantini. Partecipò anche a vari concerti in Sicilia.

Benché spesso ricolmi di parolacce e battute sconce dialettali, doppisensi e quant’altro, i testi di Brigantony mostrano spesso uno spaccato reale della vita siciliana, soprattutto catanese. Molto spesso i suoi brani sono dei messaggi sociali, come Kala Bula che denuncia l’abusivismo nei mercatini, Tutti ca fumunu e Cancru rock contro il fumo o di monito contro l’AIDS come in A Puppera. Frequentissime sono le canzoni e le scenette dedicate alla politica, al suo aspetto più corrotto e al disincanto della gente verso i politici, venate talvolta di un certo qualunquismo; canzoni e scenette emblematiche in questo senso sono: U ministru si cunfessa, Caro ministro, L’onorevole, L’Italia di oggi, Tempu di voti, Bastardi, Comu s’ammuccanu.

Molte canzoni parlano di omosessualità, spesso con una voce effeminata a dialogare con la voce di Brigantony durante la canzone. ” Padre Tamarindo” anticipa di diversi decenni il tema dell’omosessualità e al tempo stesso della sessualità in ambito clericale. In generale la sessualità è molto presente nei testi del poliedrico autore, con la presenza di personaggi eterosessuali, gay e bisex. Il tema è trattato con molta leggerezza, portando la discussione a un livello di normalità e consuetudine. Esempi sono Osvaldo, Cu c’è c’è, L’Intervista, Mi piaci to soru, Sta Fitennu.

I pezzi di Brigantony parlano inoltre della Sicilia visitata in massa da stranieri, soprattutto negli anni ottanta, facendo riferimenti continui alla città di Taormina, la meta più ambita all’epoca, e citando i turisti in svariate canzoni, tra cui A Minchia al Sole, A Polacca e in ‘U Cannolu, facendo anche riferimento alle turiste nordeuropee, attratte dalla mascolinità sicula. Forte anche la presenza statunitense, probabilmente anche per la vicina base USA di Sigonella, citata in I Never Stones to Your Sister.

Da menzionare infine il tema dell’emigrazione, molto sentito da Brigantony che proprio tra gli emigrati siciliani all’estero ha numerosi fan. L’interesse di Brigantony per questo argomento è dimostrato dal fatto che vi ha dedicato molte delle sue più belle canzoni “serie”, come America, Pi n’pezzu di pani, Femmiti e parramu o Sicilia mia.

Hanno fatto la storia del suo personaggio anche i racconti incisi negli anni come: Il mago Mpracchiapareḍḍi, dott. U Sali, Padre Tamarindo e tanti altri. Questi racconti hanno dato vita a dei personaggi (di fantasia) che lo accompagnano da sempre.

Alcune canzoni di Brigantony sono delle vere e proprie storie, esse si svolgono quasi sempre a Catania, narrano episodi demenziali e spassosi e generalmente egli canta impersonando uno o più dei personaggi seguenti, coadiuvato da alcuni suoi incogniti collaboratori (c’è chi dice che le voci le faccia tutte lui, anche le donne).

Nel 2005 si candidò a Catania come consigliere comunale, ma gli furono annullati più di 1000 voti perché nelle schede veniva trovato scritto “Brigantony” anziché “Antonino Caponnetto”. In questa occasione, infatti, nelle liste elettorali, vicino al nome, non era stato specificato “Detto Brigantony”.

Qui sotto il video della famosissima The final countdown mi stuppai na fanta