E’ morta stamattina Enrica Bonaccorti. Aveva 76 anni. Conduttrice, attrice, autrice, ha attraversato con eleganza e curiosità, con intelligenza e ironia, con garbo e disciplina, mezzo secolo del nostro Paese, sempre sotto le luci di un riflettore. Era nata a Savona. Combatteva da tempo contro un tumore al pancreas che aveva rivelato pubblicamente lo scorso settembre.

Volto di una tv che non c’è più, Enrica Bonaccorti aveva iniziato come attrice di teatro e cinema negli anni Settanta, prima di diventare protagonista in programmi di successo come Italia Sera, Pronto, chi gioca? e Non è la Rai. Il biennio tra il 1983 e il 1985 è quello che la lancia al grande pubblico, sono gli anni di Italia Sera, il programma di approfondimento che conduce prima con Mino Damato e poi con Piero Badaloni. È il trampolino di lancio per arrivare a Pronto, chi gioca? dove si trovò a sostituire un monumento come Raffaella Carrà che lasciava un programma da oltre 4,5 milioni di spettatori (a mezzogiorno, numeri folli).

Nel 1991 Enrica Bonaccorti arrivò a Non è la Rai, un programma di culto in cui fu protagonista di una scena di culto: quando una telespettatrice diede la risposta esatta («eternit») al famoso Cruciverbone prima che lei facesse la domanda. «Quella truffa mi ferì molto. La mia reazione fu forse eccessiva, dissi persino: “Fermate la musica, datemi una mitragliatrice!”. Ma non la rinnego, non potevo passarci sopra». La magia si spezza, qualcosa si rompe, i dirigenti Mediaset la rimproverano, lei non sente più la fiducia a cui era abituata. Se prima il suo ruolo era centrale e da protagonista, via via diventa laterale e da comprimaria, da conduttrice a opinionista. La radio e i libri (ne ha scritti cinque) diventano un felice ripiego, per una donna che ha saputo essere davvero poliedrica, tanto da indossare anche la veste di autrice dei testi di canzoni come «La lontananza» e «Amara terra mia», due grandi successi di Modugno.

Tra i suoi amori c’è stato anche Renato Zero, una relazione sentimentale nata negli anni Settanta che si è trasformata in un legame profondo e duraturo («ho esordito grazie a lei, il nostro amore non è finito», ha ricordato il cantante). Nel suo curriculum anche una copertina di «Playboy». «Così come Orietta Berti, Raffaella Carrà, Iva Zanicchi… Quei soldi mi servivano, visto che avevo una bambina piccola e nessun aiuto da un marito. E poi erano foto più artistiche che erotiche, oggi fanno sorridere. Se adesso si fa un giro in spiaggia sono tutte molto più nude».