Ci sono buoni motivi per superare le difficoltà legate ai disagi, tanti, del pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Modica e per individuare le possibilità per rendere migliore e soprattutto più umana la gestione della sanità in questo territorio.

Tre ore di dibattito al Cinema Italia di Scicli promosso da un’assemblea pubblica della CGIL di Ragusa che si è fatta, ancora una volta, carico, in uno al Patto di Solidarietà diffusa di Scicli, delle difficoltà gestionali della medicina di urgenza ed emergenza del nosocomio modicano che è il riferimento di un bacino di utenza di duecentomila abitanti.

Il segretario generale della CGIL di Ragusa Peppe Scifo che ha tratto le conclusioni del dibattito ha tracciato la via di una vertenza senza soluzione di continuità con una controparte, la Regione Siciliana quella che opera le scelte, nel segno di una mobilitazione unitaria che veda in campo i sindaci del comprensorio (molto attivi ieri sul piano delle analisi e delle proposte), quelli della provincia intera, i parlamentari regionali, i sindacati.




I punti nodali di una crisi di sistema sono stati evidenziati dai sindaci presenti (Enzo Giannone di Scicli, Roberto Ammatuna di Pozzallo, il vice sindaco di Modica, Saro Viola, il vice sindaco di Ispica, Lucia Franzò) e dall’apporto del direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò.

Già nella relazione introduttiva di

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