Diffamazione di un poliziotto sciclitano.Condannato lo scrittore Carlo Ruta
- 30 Giugno 2012 - 22:40
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Lo scrittore Carlo Ruta è stato condannato dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Palermo per diffamazione ai danni dell’Ispettore Superiore di Polizia Giuseppe Bracchini, per un suo libro pubblicato dal titolo “Intrigo e morte negli iblei”.
Il libro parla della morte di Umberto Carbone, morto suicida nel 2003, dove Ruta definisce Carbone come un “boss atipico”, che ha contatti con la ‘ndrangheta e con uomini della “stidda”, nello stesso libro si parla dell’ispettore Bracchini definendolo “compare” del Carbone per ben 22 volte.
Bracchini, difeso dall’avvocato Giuseppe Pellegrino, si era costituito parte civile al processo, a conclusione del processo il Tribunale di Palermo ha condannato Carlo Ruta a un anno e due mesi di reclusione e 150 euro di multa, e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, quantificati in tremila euro.

Carlo Ruta (foto a sinistra), originario di Modica ma residente a Pozzallo, era imputato anche per diffamazione in danno di due funzionari di banca sia per il libro sopra indicato, sia per il libro “Segreti di banca”.
Dopo la sentenza l’avvocato Pellegrino ha dichiarato: “La sentenza, sebbene emessa dopo otto anni e mezzo dai fatti, ha finalmente riparato l’offesa alla reputazione patita dall’allora Ispettore Superiore della Polizia di Stato Giuseppe Bracchini, nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana con provvedimento del Presidente Napolitano del 2 Giugno 2008”.












