Danni ciclone Harry, il Ministro Nello Musumeci nei luoghi colpiti
- 23 Gennaio 2026 - 6:46
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Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci si è recato ieri in Sicilia per un sopralluogo nelle zone colpite dal ciclone Harry.
A Santa Teresa Riva, il ministro ha detto: “Riuniremo il consiglio dei ministri la prossima settimana e, dopo una sommaria istruzione del dipartimento, proporrò la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con gli interventi immediati come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli. Se i danni alle strutture sono relativi -ha aggiunto Musumeci – gli enti locali possono operare direttamente. Non sarà un problema di risorse. I sindaci potranno operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza. I Comuni sono chiamati in queste ore a procedere alla verifica dei danni, ad avanzare una sommaria stima e trasmettere gli atti alla Regione – ha detto ancora il Ministro -. Sulla scorta dei documenti ricevuti dai Comuni la Regione formula la richiesta al Dipartimento nazionale e quindi al ministro che poi porta al Consiglio dei ministri la richiesta. Tutto può avvenire nello spazio di tre o quattro giorni. Se si ricostruisce si deve pensare che possa esserci una replica, fra dieci, venti o 50 anni, ma occorre ricostruire con una nuova pianificazione”.
Musumeci poi si è recato a Catania nei posti colpiti dall’uragano. “Bisogna capire quante sono le attività danneggiate, quali quelle coperte da assicurazione. Ricordo che da qualche mese in Italia l’assicurazione contro le catastrofi è obbligatoria contro una catastrofe e quindi è una ricognizione che va fatta attentamente”, ha detto Musumeci.
“Il problema sapete qual è? Che fra qualche giorno avremo dimenticato. E questo, purtroppo, è un limite culturale che abbiamo noi italiani in generale – sottolinea il ministro -. Speriamo che questa lezione possa servire intanto a rimettere in moto le attività commerciali, perché a essere state colpite sono soprattutto aree preposte e vocate a un turismo essenzialmente estivo e balneare. Questa è la prima cosa, ma spero che possa servire a far capire che col mare dovremo fare i conti in futuro”.
“La replica di un ciclone, non sappiamo quando, ma sappiamo che avverrà e per quello che dicono gli scienziati fra 70-80 anni una parte delle coste italiane sarà ricoperta dal mare, il mare si innalzerà di circa un metro. Questo – ha detto ancora il ministro – impone sin da ora, nelle opere di pianificazione urbanistica, di pensare al futuro. Magari noi con il nostro fatalismo diremo: ‘Ci pensa chi viene dopo’. E intanto continuiamo a pagare i danni. Lo Stato ogni anno spende tre miliardi di euro per la ricostruzione post calamità. Con la prevenzione, con tre miliardi potremmo davvero evitare tanti rischi, tanti danni, anche anche umani”.
“Noi siciliani, lasciatemelo dire, non abbiamo bisogno delle spinte emotive di altre parti d’Italia che comunque hanno sempre manifestato e manifestano grande solidarietà. Rimbocchiamoci le maniche come fanno altrove. Sappiamo che dobbiamo fare i conti con queste criticità. Bisogna convivere con i rischi. Noi siciliani siamo abituati al rischio sismico, al rischio vulcanico, al rischio frane idrogeologico. Non abbiamo bisogno di spinte altrui, siamo caduti bene e prendiamo respiro, rialziamoci e cerchiamo di capire cosa bisogna fare per ripristinare le condizioni essenziali”.
“Non ci sono state vittime né feriti perché l’allerta ha funzionato. E questa è la cosa più importante. Avere preannunciato e proceduto all’evacuazione delle case e delle aree maggiormente esposte alle mareggiate ha evitato il peggio”, ha concluso Musumeci.















