Da Scicli a Santiago di Compostela: Antonio Giannone (26 anni) ha raggiunto la meta
- 2 Agosto 2026 - 8:19
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Lo scorso 16 marzo ha varcato la soglia di casa sua, a Scicli, pieno di dubbi e senza avere idea di quello che sarebbe successo nei mesi a seguire, ma con la certezza di star facendo qualcosa che avrebbe stravolto completamente la sua vita.
Lo sciclitano Antonio Giannone, 26 anni, è partito da Scicli a piedi per raggiungere la cattedrale di Santiago di Compostela, in Spagna. Ieri 1 Agosto è arrivato a destinazione.
Antonio quando è partito ha portato con se l’essenziale: un sacco a pelo, un cambio, una tenda, un materassino, un fornello per cucinare, un kit di pronto soccorso, una torcia, un powerbank con cavetti vari, attrezzatura per la pioggia, un piumino, maglie termiche e tanta voglia di camminare, di farcela, di raggiungere la meta prefissata.
Quattromila chilometri da Scicli per arrivare a Piazza del Obradoiro a Santiago de Compostela. Un traguardo che Antonio ha tagliato dopo 4 mesi e mezzo di fatica. Per la precisione, l’arrivo dopo 138 giorni e 3.824 km percorsi.
Antonio lavorava in una agenzia a Modica come videomaker e fotografo, ha scelto di dare le dimissioni, dunque di lasciare il lavoro per affrontare questa avventura.
Ha lasciato tracce del suo cammino sul suo profilo Instagram, durante questi mesi ha fatto amicizie, ha incontrato persone che lo hanno invitato a pranzo, a cena, che lo hanno ospitato, ma il viaggio lo ha affrontato tutto sulle sue gambe combattendo contro freddo, pioggia e caldo.
“Il 31 luglio, ho attraversato l’ultima porta prima di raggiungere la meta. Mi avevano detto di provare a resistere di non alzare lo sguardo verso la cattedrale, non prima di aver trovato la conchiglia che sta al centro della piazza. E così ho fatto. Durante gli ultimi chilometri ero come in uno stato di trance, guardavo solo avanti. Anche quando ho incontrato altri pellegrini conosciuti lungo il cammino, li ho salutati ma non sono riuscito a fermarmi. Ormai dovevo arrivare.” Così Antonio Giannone racconta le ultime ore del cammino.
“Quando finalmente ho toccato quella conchiglia – dice – era diventata come una sfera di cristallo in cui in pochi secondi ho visto scorre tutto quello che avevo vissuto negli ultimi mesi. E solo dopo, quando finalmente ho alzato gli occhi per guardare la cattedrale, sono stato travolto da una leggerezza indescrivibile e tutto ciò che c’era intorno è come svanito, non sentivo più niente. Sentivo solo di essere nel posto giusto.
Avrei innumerevoli persone da ringraziare – afferma ancora il giovane sciclitano – per avermi aiutato in questo percorso, ma ci sarà tempo e modo anche per questo. Adesso sono già di nuovo in cammino per raggiungere l’oceano e per concludere questo viaggio come merita, con l’ultimo tramonto dalla fine del mondo.”













