Diverse criticità sono rilevate nei reparti di ostetricia dell’ASP 7 di Ragusa da diverse neo mamme in questo periodo di contenimento della pandemia in atto.

Duilio Assennato, segretario provinciale della FP CGIL di Ragusa e responsabile del settore Sanità e Graziella Perticone, segretaria provinciale della CGIL di Ragusa, hanno inviato una nota al direttore generale dell’ ASP 7 di Ragusa, Arch. Angelo Aliquò e per conoscenza alle Presidenti delle Consulte femminili.

Nella missiva si legge tra l’altro: “Si descrive una situazione non ottimale all’interno dei reparti di ostetricia della provincia. Infatti la giustificata e rigida intransigenza che  impedisce la presenza di parenti/assistenti delle partorienti, se da una parte ha contribuito insieme a tutte le altre misure di contenimento ad allentare la morsa del virus sulla nostra  provincia che risulta appena lambita dall’epidemia,  dall’altra priva le gestanti, anche  emotivamente provate, del valido supporto psicologico e organizzativo di un volto familiare, conosciuto e amico in una fase particolarmente delicata nella vita delle donne, in special modo  per le madri sottoposte a parto cesareo.

Anche se nulla può addebitarsi a medici, infermieri e personale di supporto per quanto fornito professionalmente, è pur vero che l’esiguità degli organici non consente ai due infermieri e all’ostetrica presenti per turno di coniugare l’assistenza sanitaria propriamente detta con quella componente empatica che completa il percorso assistenziale, soprattutto nel post-parto, ed  aggiunge un valido aiuto su base professionale.

Pur comprendendo la complessità del momento, ma non volendo tralasciare nel contempo l’obiettivo primario ed inderogabile di garantire adeguato sostegno psicofisico alle madri, si chiede oltre ad un’auspicabile incremento delle figure infermieristiche, di conoscere quali strategie e quali misure questa ASP ha messo o intende mettere in pratica per superare le criticità esposte.

Le due segreterie  suggeriscono di prevedere, oltre alla presenza di un adeguato organico  che possa accompagnare  le neo mamme in questa speciale esperienza, che certamente non può e non deve essere ricondotta ad un ricovero per patologie, anche l’inserimento di figure professionali che possano dispensare un valido supporto psicologico.

Finita l’emergenza l’incremento e l’arricchimento di figure richieste potrebbe diventare una risorsa anche quando questa tragica convivenza con l’emergenza sanitaria sarà un triste ricordo; anzi l’esperienza maturata in questo frangente potrà  porre le basi per un futuro cambio di rotta che possa vedere l’impiego di più figure professionali multidisciplinari.”