Matteo Renzi e Enrico Letta Firenze 08/06/2013

Nei giorni scorsi, il presuntivamente dimissionario Presidente del Consiglio Letta, ha detto che “Il turismo rappresenta una grande opportunità che va sfruttata al massimo…”, e poi ancora che il decreto valore turismo è pronto e sarà approvato nei prossimi giorni dal Consiglio dei Ministri, aggiungendo: “…è un decreto a cui tengo molto!”.
Queste sono ottime notizie per il territorio ibleo, ma soprattutto per Scicli che dello sviluppo turistico ne sta facendo un fiore all’occhiello ed un motivo di vanto. Si genera così un rapporto che in prospettiva si propone sinergico, tra le amministrazioni periferiche e centrali dello Stato, sotto l’egida dell’uniformità di vedute, in funzione di un favorevole sviluppo economico-sociale su tutto il territorio nazionale, bla bla bla bla bla…e se saremo tutti più buoni la befana non ci porterà il carbone.

Sarà che sono più imbecille di molti, e chissà quante critiche mi attirerò (credo poche in realtà, basandomi – per tale analisi – sulle 150 visite medie ai miei articoli.), ma se il Presidente del Consiglio Enrico Letta (lo sarà ancora per poco?) propone il turismo come via d’uscita alla Crisi, se la stessa cosa è fatta a livello locale da tutti – dico tutti, uniformemente – i concittadini sciclitani (saggi amministratori ovviamente compresi), comincio seriamente a preoccuparmi. E se fossi in voi, piuttosto che rallegrarmi – alla faccia delle mie tirate – comincerei seriamente a chiedermi: perché? Perché un Paese intero – nello specifico l’Italia – da qualche anno non fa che indirizzarsi, con tutti i pur minimi sforzi, verso una aleatoria espansione della progettualità turistica?
Ma la domanda che occorrerebbe porsi è: da dove li faremo mai arrivare tutti questi turisti in grado di incrementare l’afflusso di denaro in maniera tale da farci uscire dalla crisi? Non dall’Italia, ovviamente. Mettiamo dalla Germania! E subito dopo poniamo il caso che nei prossimi anni anche la Germania entri in una sorta di crisi economica, tanto da indurre i potenziali turisti a ripiegare sulle proprie decisioni escursioniste. Ci rivolgeremo a qualcun altro, tipo i Paesi del Nord Europa…ma mettiamo che anche questi entrino in Crisi, e immaginiamo che ad un certo punto tutte queste nazioni (Germania, Norvegia, Svezia, etc, etc…) comincino anche loro a puntare su uno sviluppo turistico del loro territorio, con motti tipo: Sigfrido Tour, dalla foresta nera al Brandeburgo, e così via! Insomma, di bellezze ad interesse turistico non ne mancano nel mondo. O pensate che le abbiamo solo noi, magari solo a Scicli? O che siano più belle le cose nostre? Non convincetevene troppo, concittadini!
Conseguenza a tali presupposti fanta-economici: da dove faremo mai arrivare ‘sti benedetti turisti, se tutto il mondo vorrà puntare sul turismo? Certo, tutto ciò potrebbe essere un buon incentivo per le ricerche spaziali…(turisti da Marte?!?). Oppure la soluzione più semplice potrebbe rivelarsi quella di prelevare coattivamente turisti dai paesi meno sviluppati (la tratta dei turisti!).

Quello che intendo dire è che il turismo funziona se gli operatori che ne gestiscono il servizio sono pochi, ossia “non tutti possiamo fare turismo!”, mentre riguardo i “fruitori” la crescita del loro numero è legata allo stato di benessere economico (dunque si parla, per ovvi motivi, pur sempre di un gruppo ristretto), e in ogni caso il modello-turismo non può in alcun modo rappresentare una forma di investimento sul futuro, se non in maniera del tutto parziale. Ricordo in merito, per l’ennesima volta, che vivere di turismo significa vivere sulle pietre dei nostri padri (lo diceva Flaiano, io non sono così intellettuale da generare un pensiero sì tanto elevato), ma non necessariamente di lasciarne ai figli! Cosa lasceremo noi, oltre le rovine ancor più rovinate di Pompei? Lasceremo solo chiacchiere sul turismo e l’incapacità di vari Governi a saper indirizzare i cittadini verso una via d’uscita “creativa” e realmente culturale alle crisi di ogni tempo (tipo incentivando una sana ripresa del comparto agricolo…scusate la bestemmia!).

Come già detto prima, non sono così imbecille (lo sono comunque) da non capire che c’è una certa tensione a non volerci far votare, almeno per quanto riguarda le politiche (ma non dissimile è la situazione dal punto di vista strettamente locale). Le larghe intese somigliano a governi pro-dittatoriali e – probabilmente – seriamente non rituale è la situazione istituzionale italiana, cronologicamente dal “porcellum” in poi, inclusa fase Monti. Non mi sorprendo, non mi meraviglio, né tanto meno m’indigno. Sono le oligarchie che ci governano, da sempre, in questo caso lo fanno in un modo un po’ più spudoratamente manifesto (ma tanto in pochi se ne accorgono). In questo non c’è nulla di straordinario. Cos’è il sistema parlamentare, la democrazia rappresentativa, se non un sistema oligarchico edulcorato da intelligenti accorgimenti ad effetto scenico-giuridico? Se questo non mi sorprende, né mi turba, ciò che mi irrita è l’incapacità ad essere concreti da parte di questa oligarchia governante. E che sia chiaro, includo nell’oligarchia anche gli eletti pentastellati. Tanto più che, tornando al tema iniziale, anche loro si professano sacerdoti del nuovo verbo Turistico!
Le diatribe sono solo apparenti, è vigente una uniformità di vedute, di pensiero, che ha dell’incredibile, e senz’altro pochi rimandi storici (fideismo post-tridentino, i fascistucoli di quel ventennio, l’imperialismo romano…la castità di Berlusconi dal punto di vista delle fedeli massaie elettrici …???), ma tutti coincidenti con fasi acute di compressione della libertà di pensiero. Cosa più divertente, nel nostro caso, siamo convinti di essere più liberi del solito. Non so se tra qualche ora faremo gli auguri a Renzi per il suo nuovo governo non eletto, ma comunque promanazione di situazioni elettorali parecchio pregresse (bisogna pur dirlo, che è sempre colpa dell’elettore). Mah, chissà… una cosa è certa, anche lui – Renzi – si è appropriato di un Partito, per mezzo di un golpe di maggioranza (le democraticissime primarie!). Ditemi voi se è rituale che il Segretario di un Partito non venga scelto dai suoi diretti affiliati, ma bensì da osservatori esterni (seppur simpatizzanti)? Influenza del “mipiacismo facebookiano”!
Tutte queste appaiono quali operazioni compiute a colpi di maggioranze (presunte?). Come per il discorso del “turismo”, tutti sono d’accordo (anche le opposizioni più estreme)! Vox Populi, Vox Dei…Ma vuoi vedere che siamo finalmente arrivati ad un governo del Popolo – dotato di notorio buon senso – e non me ne ero accorto?

Solo qualche accenno sul futuro: la credibilità internazionale del Paese-Italia non è mai stata così bassa (neanche sotto il governo del pur deprecabilissimo e pudico Berlusconi); non riusciamo a far ritornare in Italia i due marò, non riusciamo neanche a costringere il tribunale indiano ad una decisione in merito alla data del processo (Pansa, il giornalista, oggi proponeva l’azione di forza. Andiamo lì e ce li riprendiamo. Io la penso così da più di un mese); non faremo mai tornare indietro Amanda, che in un primo momento alcuni illuminati magistrati italiani hanno fatto tornare in America (la cosa potrebbe far pensare ad un accordo con gli americani?); sul fronte interno alcune voci da bar danno per certo il fallimento dell’INPS, a breve; l’instabilità politica interna (del resto, gli avvicendamenti non frutto di attività elettorale, sono del tutto funzionali alla continuazione di questa esperienza di larghe intese… il Partito Unico Italiano) e tutto il resto che non sto qui a dirvi ora; forse ci condurranno a degli esiti immaginabili e poco piacevoli, quali ad esempio una manifestazione più chiara dello stato di compressione delle libertà essenziali (di voto, di pensiero, in primo luogo). Le conseguenze, poi, sono quasi sempre peggiori di quelle che si immaginano, anche quando appaiono benevole. 

Gaetano Celestre