“Non abbassiamo la guardia, ma non facciamoci terrorizzare dai numeri”. Così la sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari, in merito al numero dei positivi e sulla zona rossa.

“Sono in tanti, in questi giorni, a chiedere che Comiso entri in zona rossa – dichiara il primo cittadino-. Ma nei fatti, non ci sono né i numeri, né i presupposti proprio in virtù dei DPCM emanati dal Governo centrale. Su questo è giusto fare chiarezza. Il decreto prevede che si entri automaticamente in zona rossa, se si registrano 250 nuovi positivi, in sette giorni,  su 100.000 residenti. Quindi, facendo la proporzione, in una città come Comiso che conta 30.000 abitanti, dovrebbero esserci 75 nuovi casi di positività in una settimana.

Il picco registrato dal 13 aprile ad oggi – continua il primo cittadino – non ha superato i 30 nuovi casi. Il chiarimento però, non va fatto solo su questo aspetto – ancora il sindaco- ma anche su chi ha, eventualmente, l’autorità e la competenza per dichiarare una zona rossa. Questa scatta in automatico secondo i numeri di cui sopra e secondo i parametri stabiliti dal governo, e non certo perché lo vuole un sindaco.

Ma oggi ha un senso chiedere di essere dichiarati zona rossa quando il Governo, affidando tutto alla responsabilità di ogni singolo cittadino, ha deciso di riaprire la maggior parte di attività e autorizzando le lezioni in presenza, anche in zona rossa, per le scuole elementari e medie? Cosa cambierebbe tra zona arancione e zona rossa, se non la

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