CGIL: “uno scenario socio-economico sempre più buio in provincia. Troppe le aziende che chiudono”
- 18 Dicembre 2015 - 5:19
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Uno scenario socio-economico sempre più buio. Ieri mattina la Cgil ha illustrato, con dati alla mano, il quadro industriale e dell’occupazione nella provincia iblea, commentando i numeri sconfortanti dell’ultimo anno, paragonati a quelli di qualche anno prima e con l’amaro in bocca, il sindacato ha interpellato la politica e le istituzioni locali delegandole un compito: rimotivare il proprio ruolo attraverso il riordino e snellimento della pubblica amministrazione, la lotta agli sprechi e alle diseconomie. “Il 2014 aveva fatto registrare il crollo dei dati occupazionali nel quinquennio precedente (5.753 addetti in meno nell’agricoltura, 4.092 nelle costruzioni, 737 nell’industria) nonché il raddoppio dei disoccupati , da 9.294 a 18.531, nello stesso periodo 2009/2014.
In questo contesto la CGIL di Ragusa e le categorie interessate del comparto metalmeccanico (FIOM), chimico (FILCTEM), edile (FILLEA) e trasporti (FILT) hanno denunciato e dichiarato inaccettabile il processo in atto di desertificazione produttiva e di vera e propria de-industrializzazione. Al lavoro nero, negli ultimi mesi si sono aggiunti nuovi fattori di crisi. Ecco l’elenco delle aziende, che sono state il fiore all’occhiello dell’economia iblea, e oggi sono state cancellate con un colpo di spugna. Pezzi importanti di realtà produttive sgretolate. Il tracollo del gruppo Tidona, con la perdita di circa 130 posti di lavoro, costituisce un tragico esempio. Inoltre il crollo generalizzato di tutti i lavori pubblici aggrava le incertezze che coinvolgono il cementificio Colacem di Pozzallo ( circa 80 posti di lavoro a grave rischio) che ha rappresentato il simbolo di uno storico sito produttivo.
Nel comparto metalmeccanico la filiera dell’alluminio, da sempre collegata al settore edile, sconta la crisi del settore costruzioni. Le aziende legate alla manutenzione degli impianti pagano la crisi delle maggiori imprese industriali, con un numero minore di appalti e minor valore delle commesse che determina meno occupazione, meno ore lavorate e maggior rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il settore della chimica la provincia di Ragusa rischia pesanti ripercussioni per la scelta dell’Eni che prevede la cessione del 70% delle quote della Versalis (ex Polimeri Europa). Un’ operazione sfacciatamente finanziaria che mira ad abbandonare ogni progetto per la chimica “verde”, mettendo a rischio le prospettive della chimica di base e concentrare gli interessi dell’ Eni all’estero.
Viviana Sammito












