cgilMentre è acceso il dibattito sui Liberi Consorzi e sulla scelta dei consigli comunali della quasi ex provincia di Ragusa con quali altre città “annettersi” La Cgil di Ragusa ha le idee ben più chiare con il progetto l’Area Vasta.

Il convegno, che si è tenuto ieri all’Open Land di Siracusa, si inquadra nella condivisione che la Cgil, di Catania, Siracusa e Ragusa e Caltagirone, esprimono per l’area vasta intesa come unione di territori che hanno non solo contiguità geografica ma comuni denominatori che riguardano paesaggio, cultura, siti Unesco, enogastronomia, economie, usi, tradizioni e adesso anche infrastrutture.

Su quest’ultimo tema è intervenuto il segretario provinciale della Cgil di Ragusa Giovanni Avola, il quale ha sostenuto che esiste un gap notevole da recuperare.

Queste le questioni sollevate dal sindacato:  la nuova programmazione destina solo 600 milioni alle grandi opere (un miliardo e 200 milioni nel 2007/2013) e dovrebbero andare al miglioramento del trasporto ferroviario. Con i fondi europei non si potranno più realizzare infrastrutture stradali, tranne i collegamenti tra aeroporti e aree industriali e porti con autostrade; per la Cgil è prioritario completare la Siracusa Gela (da Modica sino a Gela con i lotti 9-10-11); concretizzare presto la gara di appalto per la viabilità attorno all’aeroporto di Comiso (116 milioni di euro) che deve fare sistema con quello di Catania entrambi in grande crescita di viaggiatori (quello di Comiso ha fatto registrare in dieci mesi 170mila passeggeri e quello di Catania migliora sensibilmente le posizioni con incrementi notevoli nei primi cinque mesi dell’anno).

Secondo quanto esposto dalla Cgil l’aeroporto di Comiso è privo di strade efficienti: la viabilità va inserita nel Piano nazionale aeroporti, perché i 4,5 milioni della Regione per lo start-up, fra qualche mese saranno tutti utilizzati. Il ministero delle Infrastrutture non ha ancora firmato la convenzione per l’aggiudicazione definitiva dell’affidamento della gara per la realizzazione della superstrada Ragusa-Catania.

Necessaria una svolta per il sistema portuale per il quale occorre fare sistema. Catania, Augusta, Siracusa, Pozzallo e Gela debbono coesistere e rappresentare la Sicilia orientale in una sorta di Porto della Jonio, con un’unica autorità portuale. Quello di Pozzallo, escluso dalla voce portualità dalla rimodulazione dei fondi (2,3 miliardi), deve essere ampliato per renderlo appetibile al traffico turistico e commerciale.

Gli investimenti nel settore del gas e del petrolio, possono diventare occasione di sviluppo, purché supportati da progetti eco sostenibili con positive ricadute sul piano occupazionale.

La Cgil, infine chiede al Governo l’immediato ampliamento della Zone franche urbane che possono diventare uno strumento per il recupero e la rinascita del quartieri degradati dei centri urbani e quindi nuova opportunità di lavoro

Il Distretto del Sud-Est può essere, secondo Avola, un utile strumento visto che la Regione non è riuscita ad assolvere al suo compito di governance del territorio e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Del Rio ha addirittura indicato il progetto “Cultura in movimento” del distretto Sud-Est come modello da mettere in pratica.

Il convegno è stato tenuto dai tre segretari generali della Cgil di Catania, Giacomo Rota, di Siracusa, Paolo Zappulla e di Ragusa, Giovanni Avola; i sindaci di Catania, Enzo Bianco,di Ragusa, Federico Piccitto e il vice sindaco di Siracusa, Francesco Italia; Michele Pagliaro, segretario generale Cgil Sicilia, Ivan Lo Bello Vice presidente Confindustria. I lavori sono stati conclusi da Elena Lattuada, segretaria nazionale della Cgil e il segretario generale della  Fillea Cgil di Ragusa, Paolo Aquila.

Viviana Sammito