“Prendiamo atto delle dichiarazioni del sig. Giaquinta in merito alla festa privata tenutasi al Castello, rilevando, però, almeno per quello che riguarda il nostro comitato, che il suo intervento non era affatto necessario, per i seguenti motivi:

– il nostro interlocutore è stato fin dall’inizio e rimane ancora oggi l’amministrazione comunale.

– il problema che abbiamo posto è politico, riguardando la mancanza di regole certe e uguali per tutti in merito alla fruizione degli spazi e la discrezionale, arbitraria e padronale modalità di gestione, adottata dall’amministrazione per la cessione delle strutture pubbliche (anche in altre occasioni e non solo in quella oggi in commento).

– abbiamo chiesto, fin dall’inizio, chiarimenti all’amministrazione comunale che, invece, ha dato risposte evasive, contraddittorie e poco credibili, oggi smentite anche dalle dichiarazioni dell’imprenditore privato.” Questo scrive all’indomani del comunicato pubblicato sul nostro giornale, il Comitato 100 passi Modica.




“Il caso politico, quindi, non può dirsi archiviato – scrivono 100 Passi Modica -. Tuttavia, affinché la polemica si stemperi ed anzi se ne colgano le opportunità, noi chiediamo all’amministrazione comunale, sia pure senza recesso dalle riserve già espresse in merito alle scelte fatte fino ad oggi, di compiere due atti importanti:

1) Presentare in Consiglio Comunale un vero Regolamento per la cessione delle strutture comunali, dotato di regole e protocolli certi, oggettivi e uguali per tutti, rinunciando a quella discrezionalità, se non vera e propria arbitrarietà, di concessione che si è attribuita con la delibera 3/2020.

2) Si disponga, con la medesima norma regolamentare, che alcune strutture comunali, dotate di sufficiente spazio e di adeguati complementi, siano garantite gratuitamente alle forze politiche cittadine per la celebrazione (libera, democratica e senza distinzioni di appartenenza) di riunioni e incontri con la città e con i cittadini, affinché venga alimentato il dibattito democratico e il confronto sulle scelte strategiche da adottare nel futuro. Rimuovendo infatti, i costi di affitto delle strutture, che spesso rappresentano un ostacolo serio alle attività dell’associazionismo politico e, a volte, si possono trasformare in uno strumento di esclusione politica, sarebbe data, anche a Modica, piena esecuzione a quel principio, sancito dall’art. 49 della Costituzione Repubblicana, secondo cui i cittadini hanno diritto di costituirsi in partiti e associazioni per contribuire attivamente (e non solo con il voto) alla vita democratica.”