Un bambino di 8 anni è stato trovato morto in casa nella tarda serata di ieri a Calimera, in provincia di Lecce.

Si tratterebbe del figlio della donna il cui cadavere era stato scoperto in mare nel pomeriggio a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera.

A dare l’allarme è stato l’ex marito.

Il piccolo presenterebbe alcune ferite sul corpo. Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dai carabinieri.

Da quanto si apprende, la giovane mamma aveva accusato alcuni mesi fa segni di forte fragilità e più volte aveva minacciato il proposito di togliersi la vita e farlo proprio immergendosi in mare.

Una notizia ora paragonata al dramma della morte del piccolo Giovanni, ucciso 6 giorni fa a Muggio, in provincia di Trieste, dalla madre, che ha tagliato la gola con un coltello da cucina al piccolo figlio, indifeso.

La doppia tragedia delle scorse ore ha scosso il Salento e la piccola comunità di Calimera dove viveva la donna di 35 anni, Najoua Minniti, originaria di Polistena in provincia di Reggio Calabria, con il figlio Elia Perrone. È stato il marito a sporgere denuncia di scomparsa nel pomeriggio. E un sub, impegnato in un’immersione, si è imbattuto nel corpo della donna al largo delle acque di Torre dell’Orso.

I militari della Capitaneria di porto di Otranto hanno provveduto al recupero della salma della donna, trasferita nel pomeriggio nella camera mortuaria del Vito Fazzi. In serata l’uomo ha effettuato il riconoscimento. Nel contempo sono scattate le ricerche del figlio della coppia, che da qualche tempo viveva separata: il piccolo Elia che è stato trovato senza vita dai carabinieri in casa, con alcuni segni di violenza sul corpo che a un primo esame sono apparsi riconducibili ad un’arma da taglio.

Al lavoro i carabinieri per ricostruire con esattezza l’accaduto. Una prima ipotesi è che la donna abbia ucciso il figlio per poi raggiungere la spiaggia di Torre dell’Orso e togliersi la vita.