Cacciatori trovati uccisi a Montagnareale, l’indagato non risponde ai Magistrati
- 21 Febbraio 2026 - 8:51
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E’ stato interrogato dal capo della procura di Patti, Angelo Cavallo, e dalla sostituta, Roberta Ampolo, affiancato dai suoi legali, Tommaso Calderone e Filippo Barbera, il 48enne indagato per l’omicidio di Motagnareale (ME).
A.S. ha scelto di non rispondere alle domande dell’accusa, in attesa dei risultati degli esami del Ris di Messina. Saranno le impronte rilevate sul luogo del triplice omicidio ad essere decisive, diranno se è lui l’uomo che si è avvicinato al minore dei fratelli Pino per sferrare l’ultimo colpo, uccidendolo.
Sono stati, infatti, sequestrati al 48enne gli indumenti da caccia e gli stivali. Quel giorno l’uomo era andato a caccia con il più anziano delle tre vittime, Antonino Gatani, 82 anni, ed è andato via senza dare l’allarme dei tre morti.
L’autopsia avrebbe rivelato che Devis Pino è morto con un colpo d’arma da fuoco sparato a distanza ravvicinata. I sospetti erano ricaduti sul quarto uomo, il 48enne di Montagnareale, che saltuariamente lavora come bracciante, amico della famiglia di Gatani. Era stato il figlio dell’anziano ad indicare ai magistrati che suo padre non poteva essere andato da solo a caccia quel mattino.
Secondo una prima ricostruzione, Gatani avrebbe scambiato un movimento tra i cespugli per un cinghiale, si trattava, invece di Giuseppe Pino, di 44 anni. Gatani ha sparato pensando di colpire un cinghiale e ha invece ucciso il più grande dei fratelli Pino, a quel punto, Devis, pure lui colpito dalla rosa sparata dal fucile di Gatani (inusuale per una caccia al cinghiale, dove di solito si spara un colpo singolo), avrebbe risposto agli spari uccidendo a sua volta l’anziano. Poi qualcuno, presumibilmente il quarto uomo, si sarebbe avvicinato a Devis per dargli il colpo di grazia e andare via, senza dare l’allarme. Ma questa ricostruzione al momento è solo una ipotesi, plausibile.
Si attende l’esito dei rilievi del Ris, per sapere se questa ricostruzione è supportata da prove. Ma per gli esiti ci sarà ancora un po’ da aspettare.















