Anche quest’anno abbiamo vissuto le celebrazioni (per la seconda volta consecutiva) della Pasqua in lockdown, a causa del Covid.

Tra divieti e permessi, tra assembramenti e impossibilità di vedere amici e parenti, per milioni di cristiani è stata diversa rispetto a quella tradizionale. Mentre le famiglie erano concentrate nella ricerca di soluzioni diverse da quelle cui erano abituate, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è raccomandata di evitare celebrazioni affollate per evitare il nascere di nuove ondate di infezioni di coronavirus.

Negli Stati Uniti, primo Paese al Mondo per numero di casi e decessi, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive, nei giorni precedenti la Pasqua ha messo in guardia sul rischio di contrarre e diffondere il Covid durante le festività religiose, invitando a riunirsi solo virtualmente e, se non fosse possibile, rispettando la distanza minima di almeno un metro l’uno dagli altri, anche per le manifestazioni previste all’aperto. E sempre indossando la mascherina, anche se si è già stati vaccinati.

Nel Regno Unito grazie alle vaccinazioni sono state allentate parzialmente le restrizioni: incontri tra due nuclei familiari, oppure, ospitare fino al massimo di sei persone nel giardino di casa. E tre persone su cinque hanno organizzato il pranzo di Pasqua all’aperto. La festività di quest’anno è stata la prima volta dell’anno in cui diversi inglesi hanno potuto rivedere i propri cari dopo mesi.

Discorso diverso per la Francia, dove è in vigore il terzo lockdown nazionale e di fatto ai cittadini è stato vietato ogni spostamento.

In Germania il cancelliere Angela Merkel dopo aver annunciato misure dure, ha allentato le restrizioni per il weekend di Pasqua.

Chiuse le scuole dal 26 marzo, il Belgio ha inasprito il lockdown per contenere l’epidemia di coronavirus. Anche Bruxelles ha vietato gli spostamenti, ma ha lasciato aperto villaggi turistici, hotel e campeggi, mentre bar e ristoranti sono rimasti chiusi.

La Spagna è in stato d’emergenza per la quarta ondata del coronavirus. Per gli spagnoli sono vietati i viaggi, ma Madrid ha permesso l’accesso nel Paese di cittadini provenienti da altre località europee, purché venga esibito un risultato negativo per un test Pcr effettuato non più di 72 ore prima dell’arrivo. Le isole Baleari sono state così prese letteralmente d’assalto.

Chiese aperte, ma con restrizioni, anche in Cile, Colombia, Venezuela e Argentina.




L’Italia come ben sappiamo ha vissuto la Pasqua in “zona rossa”, molta confusione è regnata in tutta la Nazione anche a causa delle ordinanze dei presidenti delle Regioni.

In Sicilia, per fare un esempio: la zona rossa di Ragusa, Vittoria o Modica, non era la stessa di Scicli o Acate dove le misure erano, e sono ancora oggi (Pasquetta) più strette.

In provincia si è sentita tanto la mancanza delle feste folcloristiche, in particolare per Modica, Comiso e Scicli, dove i simulacri sono rimasti esposti nelle chiese. Solo la funzione religiosa, trasmessa in streaming per permettere a quanti più fedeli di poter seguire i vari momenti da casa.

U ‘ncuontru (L’incontro), è il titolo della performance di Adrian Paci: i Simulacri della Vergine e del Cristo che s’avanzano solitari e s’incontrano nella foschia della notte, per vie silenti e deserte di Modica. L’evento si è svolto poco prima dell’alba di

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