Ortaggi e verdure in dono alla comunità Oasi Don Bosco di Ispica. Arrivano dagli orti sociali della cooperativa Proxima Ragusa che continua così a fornire supporto a chi ha bisogno di una mano in questo momento di crisi generale dovuto all’emergenza sanitaria. “I nostri orti sociali – ricorda Marcello Firrincieli che si occupa della gestione della struttura situata in via Grazia Deledda a Ragusa – nascono proprio per dare supporto a chi si trova in una condizione di disagio. Produciamo prodotti altamente genuini e naturali, rivolti all’intera collettività”. Da carote a cipollotti, da cavolfiori a lattughe, da bieta selvatica a radicchio, insomma c’è di tutto. “Chi vuole – continua Firrincieli – può venire a trovarci e indicarci quali sono le verdure che preferisce, dopo averle visionate. Provvederemo noi a raccoglierle direttamente dall’orto. Il tutto, ovviamente, rispettando le cautele legate alla prudenza del momento storico che stiamo vivendo per limitare al massimo la diffusione del contagio da Covid-19”.

Gli orti della cooperativa Proxima hanno soprattutto una funzione sociale. Rappresentano una grande occasione di riqualificazione sostenibile della periferia, e le ultime applicazioni con la coltura utilizzando gli impianti di acquaponica lo testimoniano, oltre che attivare un percorso di sostegno vero e proprio per aiutare le persone in difficoltà. “Proprio per questo motivo – sottolinea il presidente della cooperativa Proxima, Ivana Tumino – trovandoci in una situazione molto delicata a causa dell’emergenza pandemica, abbiamo pensato di rivolgerci al Comune per mettere a disposizione parte delle nostre produzioni così da fare in modo che possano trarne utile beneficio le persone per cui se ne ravvisa il bisogno. Con quasi tutte le attività chiuse, diventa complicato portare a casa il necessario per continuare a sopravvivere, almeno in alcuni casi. Ed ecco perché vogliamo farci interpreti della necessità di venire incontro a questa necessità mettendo a disposizione, da qui per le prossime settimane soprattutto, quando i prodotti saranno presenti in misura maggiore alla luce delle coltivazioni programmate, una buona parte di tutto quello che si troverà negli orti.

Riteniamo che ciascuno di noi, in questa fase, debba svolgere sino in fondo la propria parte e fare in modo che, così come invocato anche da Papa Francesco, si continui a remare tutti verso la stessa direzione per continuare a salvarci”.