Samantha Nicosia (nella foto), responsabile provinciale di Confconsumatori, risponde ad alcune delle domande più frequenti e chiarisce molto aspetti sui contratti in essere e sulle inadempienze dovute all’emergenza in corso:

«La Confconsumatori sin da subito e anche in ottemperanza ai provvedimenti del governo ha chiuso le proprie sedi. In questo momento l’attività di ricevimento al pubblico è sospesa però abbiamo attivato servizi di assistenza on line e telefonica. dunque abbiamo messo a disposizione questo tipo di attività con indirizzi mail e numeri di telefono disponibili sul sito nazionale www. confconsumatori.it.

Le problematiche che ci vengono sottoposte in questi giorni difficili per tutto il paese sono di 2 tipi.

Quelle tradizionali di cui continuano purtroppo a essere vittime i consumatori e quelle strettamente connesse agli avvenimenti che stiamo vivendo. In particolare molti cittadini ci chiedono se devono continuare a pagare la retta dell’asilo privato o della palestra o nel caso in cui abbiano già pagato l’annualità se possono chiedere il rimborso dei mesi non usufruiti.

Ad esempio alcuni genitori ci hanno chiamato perchè si sono visti richiedere dagli asili il pagamento della retta del mese di marzo. Noi riteniamo che il pagamento non è dovuto perchè si tratta della cosiddetta prestazione corrispettiva e quindi se la prestazione non è stata erogata il pagamento non deve essere effettuato.




Alcuni asili in questo momento stanno sostenendo che in base agli impegni assunti dai genitori al momento dell’iscrizione questi si sarebbero obbligati a pagare tutte le mensilità. Per noi si tratta di clausole nulle, abusive e contrarie a quelle che sono le disposizioni del codice del consumo che creano uno squilibrio a sfavore del consumatore e a favore dell’asilo. Dunque anche nel caso di impegni sottoscritti dai genitori in tal senso a nostro avviso vi sono le condizioni di nullità e quindi la prestazione non va pagata.

C’ è da dire comunque che se da un lato registriamo la suddetta posizione di chiusura di alcuni asili ce ne sono molti che stanno cercando di aprire un dialogo e fare un discorso ragionevole mirato all’accordo. Noi diciamo sempre che la tutela del consumatore può essere raggiunta attraverso quelle che sono le forme più opportune. Il genitore non ha interesse a fare causa all’ asilo. Speriamo che ci possa essere ragionevolezza da parte di tutti e si possa trovare una composizione bonaria e stragiudiziale.

“Da un punto di vista strettamente normativo vediamo se l’emergenza coronavirus può essere un motivo che legittima l’inadempimento nei contratti stipulati tra imprese e famiglie. Innanzitutto il decreto “cura italia” contiene l’art 91 che ha sancito come il rispetto delle misure di contenimento del covid 19 è sempre valutato ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore. Questo significa che l’obbligo di restare a casa isolati e fermare le attività produttive non essenziali, dunque le misure di sicurezza imposte dal governo, possono essere fatte valere come motivo che esclude l’inadempimento perchè causa di forza maggiore o di impossibilità sopravvenuta.

Oltre a questa nuova norma anche il codice civile contiene già varie norme poco usate fino ad oggi ma che nella situazione di emergenza in cui ci troviamo bisogna rispolverare. La causa di forza maggiore, l’impossibilità o l’eccessiva onerosità sopravvenuta nei contratti. va ribadito comunque che è sempre meglio utilizzare queste norme non per fare cause ma per rinegoziare e conciliare e solo invia subordinata attivare gli strumenti di tutela giudiziari.




Ovviamente va precisato anche che l’emergenza coronavirus non deve giustificare l’inadempimento indeterminato tout cour di tutti i rapporti contrattuali. Occorre fare un’analisi di tutti i rapporti in essere tra imprese e consumatori. di certo è una verifica da fare caso per caso guardando al rapporto contrattuale specifico. come abbiamo già detto la prima verifica consiste nel vedere se ci sono già clausole specifiche nel contratto che riguardano i casi di forza maggiore o di impossibilità sopravvenuta della prestazione. In ogni caso poi bisogna fare riferimento alle norme sopra citate, sia quella prevista all’art 91 del nuovo decreto Cura Italia che quelle del codice civile relative all’impossibilità sopravvenuta della prestazione e subito dopo poi occorre individuare rimedi giuridici legittimi e attivarli al più presto»

per info è possibile contattare il 3480521494 – confconsumatorirg@alice.it