Demaio si dimetta. E’ quanto chiedono i rappresentanti dell’opposizione che rompono il silenzio e intervengono sulla notizia che negli ultimi giorni ha fatto scatenare un acceso in dibattito in città: la diffusione dell’audio del presidente del consiglio comunale, Danilo Demaio, che ha rivelato l’identità della prima donna sciclitana contagiata. A Demaio si rimprovera non tanto la «leggerezza» dell’audio, ma come ha gestito la situazione: “avrebbe dovuto chiedere subito pubblicamente scusa – dicono in sostanza gli oppositori- e invece ha accampato scuse dando la colpa ad altri”.

Di seguito, in ordine, gli interventi di PD, Italia Viva e Partito Socialista, dei sei consiglieri di opposizione, di Fratelli d’Italia, e della Lega:

PD, Italia Viva e Socialisti: le giustificazioni date dal presidente Demaio, e le spiegazioni rese dal suo gruppo politico, sono una pezza peggiore del buco

«Nell’immediatezza dei fatti, non si era ritenuto opportuno mettere in discussione la presidenza, e avremmo preferito non doverci trovare nella condizione di doverlo fare.

Tuttavia, le giustificazioni date dal presidente Demaio, e le spiegazioni rese dal suo gruppo politico, sono una pezza peggiore del buco.

Il presidente del consiglio avrebbe avuto la possibilità di scusarsi pubblicamente, e invece non solo ciò non è avvenuto, ma si è data la responsabilità alla leggerezza di chi ha inoltrato il messaggio audio all’esterno del gruppo di appartenenza (come se la colpa fosse quella) e non per l’aver divulgato informazioni sensibili, apprese per la propria carica istituzionale.

Le informazioni necessarie alla comunità cittadina devono essere date in maniera pubblica e nel rispetto delle forme e delle persone – come ha peraltro fatto il Sindaco – e non ad una ristretta cerchia di persone privilegiate rispetto al resto della cittadinanza. Se l’intento era, come detto, quello di rassicurare, allora le medesime rassicurazioni andavano rivolte all’intera cittadinanza, già allarmata per la notizia della positività al Covid-19 di un nostro concittadino.

Nè possiamo accettare che la responsabilità possa essere fatta ricadere sulla categoria giornalistica, quando la divulgazione della notizie è avvenuta dallo stesso Demaio.

La presidenza del consiglio comunale non può essere lesa, o sminuita della necessaria fiducia da parte dell’intera città, e per questo riteniamo che il presidente Demaio debba rassegnare le dimissioni immediate».

L’opposizione consiliare: non possiamo sopportare oltre




«Riteniamo di non potere rimanere ancora in silenzio in merito ai fatti che hanno portato il Presidente del Consiglio Comunale Demaio a diffondere il nome e cognome di una concittadina affetta da Coronavirus. Se in un primo momento ha prevalso in noi il senso di responsabilità per la pandemia in corso e la situazione di eccezionale gravità che sta vivendo il paese, riteniamo di non potere sopportare oltre!

Da un canto il documento di Start Scicli (ma anche le dichiarazioni di privati cittadini) nel quale inopinatamente si ammette la diffusione dell’audio vocale da parte di Demaio, dall’altro proprio il silenzio del Presidente del consiglio comunale del quale, invano, sino ad oggi, abbiamo atteso pubbliche scuse alla signora interessata ed alla città , ci portano a dire che adesso la misura è colma. Anzi da dichiarazioni non smentite dello stesso Demaio la responsabilità di quanto sta accadendo sarebbe “di qualche giornalista” o, come sostiene il suo gruppo politico, di chi vuole “strumentalizzare” la faccenda.

Allora diciamo basta!

Così le cose, poiché non può passare il messaggio che un’intera comunità non percepisca il disvalore sociale di una dichiarazione che, seppure attenuata dall’ingenuita’ con cui è stata diffusa, ha messo a repentaglio l’onorabilita’ e la salute di una persona che, anziché concentrare le proprie forze per combattere la malattia, da un letto di Ospedale deve difendersi dall’ignavia e dalle cattiverie di chi sta fuori.

Pertanto, poiché il Presidente del Consiglio Comunale non è stato in grado di preservare i dati sensibili ottenuti per effetto del ruolo istituzionale ricoperto, minando proprio l’autorevolezza di quello stesso ruolo, riteniamo debba dimettersi. Vista la condizione di particolare emergenza che stiamo vivendo scelga lui stesso tempi e modi per recare minore danno alla città».

Fratelli d’Italia: un errore istituzionale imperdonabile
«È questo un momento tragico e drammatico che noi italiani stiamo vivendo, forse uno dei peggiori periodi che la nostra Patria abbia mai trascorso. Questo che succede in tutta Italia si sta replicando anche nella nostra città. In una delicatissima situazione in cui siamo stati confinati in casa, in cui gli unici contatti con il mondo esterno avvengono tramite la TV e i social network, ci siamo, purtroppo, accorti che l’amministrazione comunale vacilla. Troppi segnali di cedimento, da noi più volte segnalati. È stata sospesa la democrazia, il nostro consiglio comunale non si riunisce più, tutto è demandato a “l’uomo solo al comando”, che da SOLO sta assumendo importanti e fondamentali decisioni per noi tutti. L’uomo solo a cui circa ventotto Mila persone hanno affidato le sorti della propria salute e del proprio futuro. L’uomo solo e i suoi collaboratori sono i responsabili della nostra salute, della nostra vita. Poi, qualche giorno fa, viene pubblicato un audio in cui il Presidente del Consiglio Comunale diffonde il nome del primo contagiato, lo diffonde in una chat fra amici. Il presidente del consiglio comunale. Una istituzione, la seconda per importanza. La seconda carica comunale che contravviene alle regole basilari della legge sulla privacy e, ancor prima, contravviene a quel tacito patto stipulato con i suoi cittadini al momento della sua elezione. Una istituzione che non rispetta il patto, che non rispetta le regole. In molti ci hanno spiegato che il presidente del consiglio comunale è una bravissima persona, corretta e
leale, non lo conosciamo, ci fidiamo di chi ce lo ha detto, ribadiamo che la nostra sollecitazione alle dimissioni è rivolta alla Istituzione, non alla persona. Ai tempi della campagna elettorale, il sindaco Giannone si vantava di essersi circondato di tanti giovani, che avrebbero portato a palazzo Palle aria nuova, un nuovo modo di pensare, la legalità. E ricordiamo pure che,
ai tempi, un Candidato, ora ex assessore, gli ricordó che si, i giovani erano necessari, ma era necessari anche i grandi per guidarli. Questo è successo, si è dato in mano a persone non esperte qualcosa che non sono in grado di gestire. Di questo stiamo parlando, di inesperienza, di incapacità. In un mondo stravolto, in cui non vi è certezza del domani, una cosa deve rimanere ben salda: la certezza che le basilari regole del vivere civile siano rispettate. Non possiamo tollerare che chi da l’allarme per una situazione anomala venga appellato “sciacallo” o “strumentalizzatore”, siamo molto preoccupati. Perché gli epiteti sono il sintomo di qualcosa di molto grave che sta succedendo a palazzo Palle. Non intendiamo entrare nella vicenda giudiziaria, non siamo chiamati a questo. Siamo però chiamati a porre l’allarme su qualcosa che qualcuno sta cercando di fare passare per “leggerezza”. Dichiarare “l’ho fatto per proteggere la signora” non è leggerezza, è incapacità, è inadeguatezza, perché si continua a non capire, a non voler capire e, cosa ancor più grave, a voler sminuire la gravità dell’accaduto, un accaduto gravissimo. Per questo chiediamo le dimissioni con effetto immediato del Presidente del Consiglio Comunale, se non si dimette, assumendosi la piena responsabilità di ciò che ha fatto, le sue responsabilità nei confronti della signora ricadranno sull’intera nostra comunità. Questo noi non lo meritiamo».
Lega: il rappresentante istituzionale si assuma la responsabilità morale e politica
«Massima solidarietà alla concittadina positiva a Covid, stigmatizziamo alcuni commenti vergognosi apparsi sui social. Sarebbe giusto che il rappresentante istituzionale in questione si assuma la responsabilità politica e morale di tale azione ed agisca di conseguenza»