Il Tar di Catania non si è espresso sulla richiesta di sospensiva dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna, ma, in accordo con le parti, i giudici hanno rinviato tutto al prossimo 21 ottobre quando entreranno nel merito del ricorso presentato dai componenti del Consorzio Bellamagna. Il risultato? Che tutte le parti chiamate in causa in questa vicenda esultano, anche se in realtà non dovrebbe essere proprio così. Il fronte del no plaude alla decisione del Tar perché, rinunciando alla sospensiva, si entrerà presto nel merito della questione convinti che l’azienda, come sottoscritto dinnanzi alla Soprintendenza, non darà inizio ai lavori; dal canto loro l’azienda e il Comune di Modica esultano perché l’autorizzazione rimane in vita, con una aggiunta: ma chi l’ha detto che non si può dare avvio ai lavori? In buona sostanza è accaduto che le parti presenti al Tar hanno convenuto, insieme al giudice, che rinunciare alla sospensiva avrebbe evitato l’attesa di tempi più lunghi (febbraio 2021) per la decisione sul merito del ricorso. Come spiegato dall’avvocato Francesco Stornello, che assiste i ricorrenti, è stato una sorta di “patto tra gentiluomini”, la rinuncia cioè alla sospensiva con la garanzia che l’azienda non inizierà i lavori prima della sentenza del Tribunale amministrativo. Accordo verbale rafforzato dall’allegato, presentato nel ricorso ad adiuvandum presentato dall’associazione “Rifiuti Zero” che evidenzia la sottoscrizione dell’impegno da parte della “Biometano Ibleo Srl” a non dare avvio ai lavori sino alla valutazione di soluzioni alternative al sito di Bellamagna.




In sintesi questo significa che, non essendoci stata alcuna sospensiva all’autorizzazione rilasciata dal Suap di Modica, l’azienda può dare avvio ai lavori, ma con il patto del Tar il legale che la rappresenta si è impegnata a non farlo. “Se lo facessero- dice Stornello- il giorno dopo presenteremmo di nuovo la richiesta di sospensiva sulla scorta di quel documento”. Diverso, però il punto di vista dell’azienda che, attraverso l’addetto stampa, invece, afferma: “Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tribunale amministrativo di Catania. I giudici non hanno sospeso l’autorizzazione come, invece, era stato richiesto dai ricorrenti e hanno rinviato al prossimo 21 ottobre, attraverso la fissazione di un’udienza di merito, ogni determinazione sulla vicenda che, in quell’occasione, sarà risolutiva”. Sulla possibilità di iniziare i lavori aggiunge: “non è detto che non inizino i lavori, è una cosa che si sta valutando, probabilmente si eseguiranno delle piantumazioni nel terreno”. La rinuncia alla sospensiva è salutata come una vittoria anche dal sindaco di Modica che, adesso, passa al contrattacco additando il sindaco di Pozzallo, il Comitato e gli altri ricorrenti di aver fatto un passo indietro sposando la linea dell’amministrazione modicana, e richiamando l’accordo siglato in Soprintendenza. “In pratica- dice Abbate-  è venuto meno l’interesse a bloccare i lavori da parte di chi ha condotto la battaglia fin dall’inizio. Teoricamente il provvedimento che autorizzava la realizzazione dell’impianto non essendo stato sospeso, è vigente e quindi, teoricamente, anche domani potrebbero iniziare i lavori. Perché questo cambio repentino di rotta? Prima insultati e minacciati per aver rimandato qualsiasi decisione a dopo il pronunciamento del Tar di oggi che veniva considerata una data troppo lontana, oggi in toni trionfalistici il Comune di Pozzallo esulta per aver ottenuto un rinvio di qualsiasi decisione al prossimo mese di ottobre, esponendo in questo modo la Comunità che si vantano di difendere alla realizzazione dell’impianto che tanto dicono di osteggiare”. Tutti, insomma, sembrano aver vinto, ma la sensazione è che sulla vicenda continueranno ad esserci polemiche e sviluppi anche prima dell’udienza di ottobre.




(fonte la Sicilia…..di Carmelo Riccotti La Rocca)

Il sindaco di Modica: Pozzallo rinuncia alla battaglia dopo averci insultato per mesi

 

Il comunicato del sindaco di Modica:

Prendiamo atto, con grande stupore dopo l’eco di tante battaglie, che i ricorrenti (Comune di Pozzallo, Consorzio Stradale Bellamagna Zimmardo, Associazione Rifiuti Zero Sicilia) hanno rinunciato alla sospensione cautelare del provvedimento in via d’urgenza chiedendo il rinvio per la decisione sul ricorso in tempi brevi. Il Tar lo ha accordato per il 21 ottobre 2020. In pratica è venuto meno l’interesse a bloccare i lavori da parte di chi ha condotto la battaglia fin dall’inizio. Teoricamente il provvedimento che autorizzava la realizzazione dell’impianto non essendo stato sospeso, è vigente e quindi, teoricamente, anche domani potrebbero iniziare i lavori. Perché questo cambio repentino di rotta? Prima insultati e minacciati per aver rimandato qualsiasi decisione a dopo il pronunciamento del Tar di oggi che veniva considerata una data troppo lontano, oggi in toni trionfalistici il Comune di Pozzallo esulta per aver ottenuto un rinvio di qualsiasi decisione al prossimo mese di ottobre, esponendo in questo modo la Comunità che si vantano di difendere alla realizzazione dell’impianto che tanto dicono di osteggiare. La verità è che la decisione di oggi del TAR, su richiesta dei ricorrenti, scaturisce dall’esibizione del verbale stilato in Sovrintendenza su richiesta del sottoscritto, controfirmato dalla Ditta e dal Comune di Pozzallo, sulla necessità di un momento di riflessione demandata alla Ditta (legittima ogni autorizzazione amministrativa) nell’individuare un sito alternativo compatibile con i vincoli esistenti all’interno del territorio del Comune di Modica. Dunque dopo averci attaccato, le parti utilizzano la nostra strategia ed i nostri atti politici (incontro in Sovrintendenza) ed esultano pubblicamente per il rinvio da parte del TAR. Alla luce di tutto ciò è auspicabile un ridimensionamento dei toni da parte di tutti gli attori protagonisti di questa vicenda che ha prodotto una ingiustificata caccia alle streghe esacerbando gli animi della popolazione immotivatamente

L’azienda: soddisfatti per la decisione del Tar

Il comunicato della Biometano Ibleo:

“Accogliamo con soddisfazione l’odierna decisione del Tribunale amministrativo di Catania a proposito del ricorso presentato avverso la realizzazione dell’impianto di produzione di biometano nel Comune di Modica, in contrada Bellamagna-Zimmardo. I giudici non hanno sospeso l’autorizzazione come, invece, era stato richiesto dai ricorrenti e hanno rinviato al prossimo 21 ottobre, attraverso la fissazione di un’udienza di merito, ogni determinazione sulla vicenda che, in quell’occasione, sarà risolutiva”.

Lo affermano i responsabili della società Biometano ibleo, promotrice della realizzazione di un impianto di produzione di biometano da scarti dell’agricoltura nel Comune di Modica

 

Il sindaco di Pozzallo: una vittoria per la nostra comunità

il comunicato del sindaco di Pozzallo:

Il Tribunale Amministrativo, in data odierna, chiamato a pronunciarsi sull’impianto di biogas da realizzare in contrada Zimmardo-Bellamagna, ha ritenuto – anche su richiesta delle parti in causa e vista la complessità della questione – di rinviare la causa ad una udienza nella quale trattare nel merito il ricorso, fissando la prossima udienza per il 21 ottobre 2020.

Si ha la possibilità, così, di depositare al Tribunale le note tecniche che possano evidenziare i profili di criticità e i possibili rischi per la popolazione.

“La strategia difensiva messa in campo dall’Amministrazione comunale è risultata vincente – afferma il Sindaco Ammatuna – e questo è un primo passo importante per raggiungere l’obiettivo finale”.

“Se a tutto ciò aggiungiamo – prosegue il primo cittadino di Pozzallo – la pausa di riflessione richiesta dal Comune di Modica, in sede di Conferenza di Servizi, per il rilascio della concessione per l’impianto ubicato nella zona industriale Modica-Pozzallo, abbiamo la riprova della giustezza della linea di condotta assunta”.

“Adesso è il momento di proseguire per la strada già intrapresa tutti insieme – CSPA, Confcommercio e le aziende della zona industriale che ringrazio vivamente – conclude Ammatuna – perché soltanto la massima coesione può portare alla risoluzione del problema”.