Gli scarti dei prodotti dell’agricoltura in Sicilia viaggiano per centinaia di chilometri, riempendo discariche o alimentando quelle abusive. Per questo motivo, per Legambiente Sicilia, impianti anaerobici, come quello autorizzato in contrada Zimmardo-Bellamagna, servono e vanno realizzati. Gianfranco Zanna, presidente del circolo regionale dell’associazione ambientalista, difende a spada tratta il progetto della “Biometano ibleo” e, seppur si dice molto dispiaciuto per la loro decisione, considera l’autoscioglimento del circolo “A Valata” di Pozzallo, una scelta frettolosa e sbagliata. “Mi dispiace molto – commenta – lo scioglimento del circolo di Pozzallo è una grave perdita per la nostra associazione. Hanno fatto una valutazione secondo noi sbagliata, ciò ci addolora molto, anche perché la vicenda non è conclusa. Come è noto, qualche settimana fa abbiamo incontrato l’azienda che ha proposto l’impianto e, coinvolgendo i circoli del ragusano, abbiamo chiesto modifiche importanti al progetto. Siamo in attesa di risposte che renderemo pubbliche in occasione di una iniziativa che organizzeremo a Pozzallo entro la fine di febbraio.

Per questo riteniamo frettolosa la decisione del circolo pozzallese che, credo, si sia lasciato influenzare dal clima esagerato che c’è nel paese, c’è una grossissima disinformazione su come sono questi impianti e su come vengono gestiti”. Legambiente è per la realizzazione degli impianti di biometano ed è disposta a difenderli a denti stretti.

“In questa vicenda – ci dice ancora il presidente regionale di Legambiente- paghiamo il prezzo della coerenza e della serietà: ci stiamo battendo a favore scontrandoci con una Regione che non programma e con i Comuni che sono sempre contro, nessuno li vuole a casa loro. Continuando in questo modo qualcuno tornerà presto alla carica con gli inceneritori. Ricordo che noi abbiamo difeso strenuamente il piano paesistico quando invece, qualcuno che oggi fa il difensore del paesaggio, era contro”.

Sollecitato poi anche sulla questione della delocalizzazione dell’impianto in un altro sito, Zanna, nell’assicurare che in alcune zone d’Italia questi impianti sono anche dentro i paesi e che sono stati chiesti interventi all’azienda per possibili problemi legati alla puzza, spiega anche che il rischio è quello di creare un pericoloso precedente. Il ragionamento del presidente di Legambiente è quindi che, se si sposta il sito ogni volta che viene richiesto, questi impianti non si faranno mai.