da La Sicilia del 9 gennaio

di Carmelo Riccotti La Rocca




Oggi sarà protocollato il ricorso straordinario al presidente della regione, il prossimo lunedì si terrà a Modica un consiglio comunale richiesto dai consiglieri di opposizione per chiedere al sindaco Abbate di revocare in autotutela la concessione, si attende poi la convocazione delle audizioni all’Ars richiesta dai deputati Stefania Campo e Giorgio Assenza e, ancora, ci si aspetta un riscontro delle lettere consegnate ai ministri Bellanova e Provenzano, quest’ultima da parte del deputato Ibleo Nello Dipasquale. Quella del Comitato per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente a Pozzallo (Cspa) è una battaglia che coinvolge, oltre alle istituzioni locali e non, una comunità intera, stretta, come non mai, nella difesa a tutti i costi del proprio territorio. Il fronte adesso si è allargato con il sostegno di tre deputati regionali su quattro (fatta eccezione di Orazio Ragusa a cui il Comitato rimprovera di non essere mai intervenuto) e dei deputati nazionali del Movimento 5 Stelle Lorefice e Pisani.




Lo spazio culturale “Meno Assenza” stracolmo in ogni ordine di posto, dà la misura di quanto sia forte la preoccupazione dei pozzallesi per l’impianto proposto dalla “Biometano Ibleo Srl” ritenuto ad alto impatto ambientale. L’assemblea cittadina, che si è tenuta martedì sera a Pozzallo, si è aperta con la visione di un intervento del presidente di un comitato di un piccolo paese del nord dove insiste un impianto della stessa tipologia, gli abitanti denunciano l’aria irrespirabile. Nel mirino di quasi tutti i relatori il sindaco di Modica, ritenuto il responsabile principale di quanto sta avvenendo.

“Che valore dà – ha detto il primo cittadino di Pozzallo-  il sindaco di Modica ad una firma apposta dinnanzi ad altre istituzioni? Abbate può prendere tutto il tempo che vuole, ma prima o poi dovrà sedersi al tavolo e dirci qualcosa”. Il riferimento di Ammatuna è al documento sottoscritto in Soprintendenza attraverso il quale le parti si impegnavano a trovare una soluzione alternativa, ci si doveva aggiornare dopo 15 giorni, ma è passato più di un mese e nulla si è mosso. All’assemblea erano stati invitati gli amministratori del comprensorio modicano, ha partecipato solo il vice sindaco di Ispica, Gianni Stornello, che ha manifestato tutta la comprensione e la vicinanza a Pozzallo per quella che ha definito una “doppia furbata fatta da gente recidiva”. Il riferimento è ad una azienda di concimi realizzata in territorio di Modica, ma a pochi chilometri da Ispica. “Modica- ha detto Stornello- ha un territorio di circa 300 km, guarda caso vanno ad autorizzare questi progetti negli ultimi lembi di territorio disponibili, proprio a confine di altri Comuni”.

Tra i più attesi l’intervento di don Salvatore Cerruto, incaricato dal Vescovo di Noto per la organizzazione di un incontro tra i due sindaci, ma che ha detto sarà esteso a tutti i sindaci che fanno parte della Diocesi. Cerruto ha più volte, provocatoriamente, chiesto in sala se vi fosse qualcuno di Legambiente che potesse spiegare la posizione dell’Associazione ambientalista che ha difeso l’impianto di biogas. “Mi pare chiaro- ha affermato- che a Bellamagna l’impianto non può nascere, è possibile farlo altrove?”.

“È stato detto- ha commentato l’ex sindacalista Giovanni Avola- che saranno dati centinaia di posti di lavoro, ma l’articolo 53 del Prg di Modica stabilisce che in zona E1 (qual è l’area in cui dovrebbe ricadere l’impianto) possono essere impiegate un massimo di 20 persone”. Il senso dell’intervento di Avola è che oltre quel numero di dipendenti si parla di impianto industriale, pertanto la concessione non poteva essere approvata dal Suap”.

“L’autorizzazione- ha chiuso Enzo Galazzo, del Cspa- è stata approvata con carattere di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, tutto ciò avrebbe previsto il passaggio dal Consiglio Comunale, cosa che non è avvenuta”.

Insomma, Pozzallo continua a dire no all’impianto e la comunità è pronta a tutto per impedirne la realizzazione.