da La Sicilia

Carmelo Riccotti La Rocca

 

“Non posso più accettare che l’Agenzia delle Entrate continui a disattendere le decisioni dei giudici e fregarsene letteralmente dei contribuenti”. È lo sfogo di chi, pur con mandato affidatogli da un magistrato, non viene messo nelle condizioni di effettuare il proprio lavoro.




Angelo Giallongo (nella foto), Commercialista ragusano, adesso ha detto basta ed ha deciso di fare quello che raramente chi è chiamato a ricoprire un ruolo come il suo fa: denunciare pubblicamente le negligenze di un Ente che rappresenta lo Stato e che quindi dovrebbe tutelare i cittadini”. Il contesto è quello dei rimborsi del sisma 90. L’art. 9, comma 17, della Legge n 289/2002 ha previsto che i soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa, destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi e contributi, potessero definire in materia automatica la propria posizione relativa agli anni 1990, 1991 e 1992.

Detta in parole povere l’Agenzia delle Entrate, quindi lo Stato, ha perso il ricorso in Cassazione, per cui i contribuenti hanno diritto al rimborso del 90 percento delle somme versate a titolo di imposte.

A questo punto, però, per i contribuenti della Sicilia sud orientale, è cominciato un vero e proprio calvario fatto di ricorsi, spese e attese infinite. Non è semplice avere una stima esatta dei contribuenti che, tramite i propri legali, si sono rivolti alla Commissione Tributaria di riferimento per ottenere quanto dovuto, ma i casi sono tanti e basta interloquire con alcuni avvocati per comprendere la misura dei contenziosi.




Solo tre di Ragusa, da noi sentiti, seguono in totale 10 casi. Sono pochi quelli che hanno ottenuto un rimborso totale o parziale delle somme, per il resto solo anni di silenzi e, come detto, ricorsi sempre vinti dai contribuenti ma l’Agenzia delle Entrate ha impugnato le sentenze fino alla decisione della Commissione Tributaria regionale che ha imposto definitivamente imposto alle stesse di ottemperare al pagamento. Nonostante il provvedimento esecutivo, l’Agenzia si è rifiutata quasi sempre di pagare così i cittadini che ne avevano diritto, hanno dovuto fare ricorso di ottemperanza per far valere le proprie ragioni. La Commissione Tributaria, nella stragrande maggioranza dei casi, ha accolto i ricorsi provvedendo, di conseguenza, a nominare dei Commissari ad Acta per far rispettare le sentenze. Angelo Giallongo è uno dei Commissari ad Acta nominati dalla Commissione, ma per lui far rispettare la decisione del giudice è diventato impossibile. “Appena mi sono insediato – racconta-, a fine maggio, ho inviato una email per Pec all’Agenzia di Ragusa per comunicare il mio insediamento e per avanzare richieste di documenti al fine di comprendere se avessero pagato già qualcosa per poter, di conseguenza, richiedere il saldo.  Ad oggi non ho mai ricevuto nessuna risposta alla mail, cioè l’Agenzia delle Entrate di Ragusa ignora una richiesta avanza dal Commissario ad Acta che rappresenta il Giudice. Sono 3 mesi di silenzio ed è una cosa inaccettabile perché, se fosse stato il contrario, cioè il contribuente ad essere soccombente, in questo momento si troverebbe ganasce fiscali, ipoteche sulla casa, pignoramenti del terzo dello stipendio e quant’altro. Non mi sento più di tacere di fronte a queste ingiustizie”. Si tratta di uno sfogo destinato sicuramente a far discutere perché, la situazione rappresentata da Angelo Giallongo riguarda tanti contribuenti sparsi tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. Alcuni casi li abbiamo già raccontati come, ad esempio, quella del signor Mario Camilleri che con una sentenza esecutiva in mano ha dovuto lottare anni prima di avere riconosciuto, con netto ritardo rispetto ai termini fissati dalla sentenza, il rimborso dovuto, ma l’Ente non ha pagato le spese legali e questo sarà motivo di altre azioni e contenziosi

 

Sentenza della Commissione o Norma interna?

Nonostante le sentenze di ottemperanza emanate dalla Commissione Tributaria Regionale, in alcuni casi i direttori hanno preferito dare seguito a una norma interna che prevede il pagamento del 50%. Questo si evince ad esempio dal verbale di insediamento del Commissario ad Acta presso l’Agenzia delle entrate di Ragusa, per fare eseguire il rimborso in favore del signor Mario Camillieri dove viene riportato che “il direttore ritiene che non debba disporre detto rimborso del 90% (delle somme versate), in quanto contrario al dispositivo che prevede l’erogabilità del 50% di quanto spettante e stabilisce che, esaurite le risorse finanziarie, non si effettueranno ulteriori rimborsi”. Per tanti avvocati, ma non solo, il fatto che l’Agenzia prediliga una norma interna ad una sentenza di un giudice è a dir poco paradossale.