È stata eseguita in Italia (a Pisa) la prima ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di induzione al matrimonio. Si tratta di un reato inserito nel cosiddetto codice rosso. Ad essere arrestato è stato è stato un uomo bosniaco di etnia rom che avrebbe venduto le sue due figlie, una da poco maggiorenne. L’uomo picchiava e maltrattava le ragazzine perché avevano scelto fidanzati diversi da quelli che lui aveva prescelto in cambio di denaro: due cugini che vivono nello stesso campo.

L’introduzione del Codice rosso

Anche in Italia, soprattutto tra stranieri, l’induzione forzata al matrimonio è una prassi molto diffusa ma sommersa. Per questo motivo è stata introdotta la Legge n. 69/2019, c.d. Codice Rosso. Il provvedimento, recante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere è entrato in vigore lo scorso 9 agosto.

Le pene sono contemplate nel nuovo art. 558-bis che, facendo seguito alla norma sull’ “Induzione al matrimonio mediante inganno” (art. 558 c.p.) si occupa di delineare la fisionomia del reato di “Costrizione o induzione al matrimonio”.

Nel dettaglio, si rischia la reclusione da due a sette anni qualora i fatti siano commessi in danno di un minore di anni 14.