Un inedito di Federico Borrometi, composto per il suo funerale. Riarrangiato dall’inglese Peter Fender, eseguito per la prima volta in assoluto al Museo della Pietra

Nel video sopra (dell’Associazione Musicale P. Di L. Busacca & F. Borrometi), viene proposto il brano che ha chiuso lo scorso venerdì 28 Luglio, al Museo della Pietra di Sampieri, il concerto della South London Sinfonietta di Londra, diretta dal M° Peter Fender. Nel brano anche l’orchestra di Fiati Città di Scicli. Si tratta di una composizione che il M° Federico Borrometi aveva scritto per il suo funerale. Il titolo è : Dopo la mia morte. Il brano però essendo stato scritto per orchestra, non venne mai eseguito. Per la prima volta è stato suonato quindi dalla South London Sinfonietta di Londra assieme all’Orchestra di Fiati città di Scicli; il brano è stato riarrangiato dal Direttore Peter Fender, che ha spiegato di essersi imbattuto per caso in questo brano: “Mi sono recato al Museo del Costume, a Scicli per conoscere un po di storia di questa bellissima città; qui mi sono imbattuto nelle composizioni del M° Borrometi. Un patrimonio immenso. Ho voluto riarrangiare questo brano”.

FEDERICO BORROMETI

Nato a Modica il 30 gennaio 1851, Federico Borrometi visse a Scicli dove, nel 1877, sposò Bartolomea Piazza da cui ebbe otto figli. Iniziò a comporre sin dall’età di sette anni, quando, si racconta, scriveva musica sotto il bancone della falegnameria paterna. Suo fervido ammiratore fu il nobile Ottavio Penna, cultore anch’egli di musica, che lo avviò negli studi e lo incoraggiò a comporre musica. Partecipò a numerosi concorsi nazionali di composizione ricevendo riconoscimenti con diplomi e medaglie; tra questi, nel 1899, vinse a Palermo la Medaglia d’Argento con la romanza Amore e odio e, nel 1913 a Napoli, ottenne la Croce per Merito Artistico e la Medaglia d’oro. Dal 1900, diresse la banda musicale di Scicli succedendo nell’incarico ad Ottavio Penna, morto nel 1895. Continuò a dirigere la banda sino ad età avanzata. Morì a Donnalucata il 18 settembre 1940. Sull’epigrafe funeraria così fu scritto: “Dai sette ai novant’anni trovò le sue delizie nel dare sfogo al suo genio in un volontario nascondimento, superando lotte ed amarezze con alto spirito di sacrificio”.

Autore di vasta e varia produzione, scrisse brani per pianoforte, organo, strumenti a fiato, musica per banda. Dedicò una buona parte delle sue composizioni alla religiosità popolare e all’arte sacra, come l’Ave Maria dell’Addolorata, l’Inno di ringraziamento alla Maria Vergine delle Milizie e la popolarissima musica delle Canzoncine popolari per Santa Maria la Nuova e quella per l’Immacolata di San Bartolomeo (1887, 1890). Molte composizioni sono ispirate da avvenimenti del tempo, come la marcia funebre per la morte di Giuseppe Garibaldi (Una lagrima a Giuseppe Garibaldi; 1882) o la marcia scritta in occasione dell’inaugurazione del monumento a Pietro Lorenzo di Busacca. Molti sono i brani scritti per balli in piazza o per feste da salotto. Compose persino la marcia funebre per il suo funerale (Dopo la mia morte) ma, essendo stata scritta per orchestra, non venne mai eseguita.

 

 

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