Ancora nulla. I lavoratori del Consorzio di Bonifica di Ragusa i cui contratti sono stati trasformati a tempo indeterminato dal Giudice del Lavoro, e dunque lavoratori a tempo indeterminato, continuano a non ricevere gli stipendi, vantano un credito per retribuzioni non pagate pari a diciotto mensilità.

Sono gli stessi che lo scorso 28 Febbraio hanno consegnato in Prefettura tramite Raccomandata Postale, le Tessere Elettorali.

Interviene ora anche la Flai Cgil si rivolge al Prefetto di Ragusa affinchè assuma un ruolo di cerniera tra sindacato e le istituzioni regionali, in particolare con il Governo Siciliano e gli apparati gestionali dell’Assessorato Agricoltura, al fine di determinare, in un tempo ragionevolmente breve, le condizioni perché si possano alleviare le difficoltà delle famiglie dei lavoratori del Consorzio di Bonifica di Ragusa che non vengono pagati da diversi mesi.




“I lavoratori a tempo indeterminato afferenti alla L.49/81 vantano un credito per retribuzioni non pagate pari a sette mensilità; quelli a tempo indeterminato, c.d. sentenziati,  contratti sono stati trasformati a tempo indeterminato dal Giudice del Lavoro, vantano un credito per retribuzioni non pagate pari a diciotto mensilità; i lavoratori a tempo determinato, hanno un arretrato per il 2017 e il 2018 fino a sei/sette mensilità” – fanno sapere dal Sindacato.

La Regione Siciliana non riesce a garantire trasferimenti dei contributi sufficienti a pagare le retribuzioni di tutti i lavoratori, un problema annoso che la Politica regionale non ha mai inteso affrontare realmente per giungere a soluzione.

La Flai di Ragusa chiede al rappresentante del Governo in provincia di convocare le parti, ovvero, l’Assessorato alle risorse Agricole, i Deputati Regionali e Nazionali, il Commissario Straordinario unitamente al Direttore Generale e le Organizzazioni Sindacali.

“Sia il precedente Governo sia l’attuale – lamenta il Segretario generale, Salvatore Terranova – hanno fatto finta di volere riorganizzare i Consorzi per renderli un valore aggiunto per il territorio e per gli agricoltori, in realtà hanno e stanno facendo incancrenire le criticità vissute dal Consorzio di Ragusa, forse con l’obbiettivo di distruggere totalmente uno strumento la cui finalità era e resta nobile.

Il consorzio di Ragusa a causa di una cattiva gestione produce solo debiti.

Tra gli interventi richiesti c’ è quello chiesto al Direttore Generale di riorganizzare la macchina interna del consorzio, liberandola da un assetto organizzativo e gestionale che ha costituito da tempo, forse la concausa primaria del dissesto finanziario ed economico in cu versa da anni l’Ente.

Non si vedono all’orizzonte interventi tali da far presagire una rottura col passato, avviando gradualmente e decisamente un’opera di risanamento dell’Ente e di ripristino dei formali compiti istituzionali ad esso in capo”.