Nella Fiction “Il Commissario Montalbano” è conosciuta come “La Mannara”. Gli abitanti del posto l’hanno sempre chiamato: “U Stabilimientu bruciatu”. Lei è la fornace Penna.

Ecco come appare oggi, in queste foto e video che qui di seguito vi proponiamo, l’antico rudere di archeologia industriale tra i più affascinanti della Sicilia. La fabbrica del barone Guglielmo Penna, progettata dall’ingegnere Ignazio Emmolo, costruita per produrre laterizi, sul fondo di contrada Pisciotto, a poche decine di metri dal mare. I lavori terminarono nel 1912, fu distrutta da un incendio doloso nel 1924.

Da sempre l’edificio è stato al centro di grandi polemiche e dibattiti: tra le proposte di modificarlo in albergo o quelle di farlo divenire un luogo culturale o, semplicemente, di mettere in atto un restauro di mantenimento.

Tanti ricordi mi legano a questo strepitoso luogo, “U Pisciuottu”, ricordo che sino a oltre metà anni 90, il sign. Giuseppe Arato, (scomparso pochi giorni fa), nonno di Luca Modica che ha realizzato le immagini che qui di seguito vi proponiamo, accendeva nel giorno di ferragosto un fuoco all’interno della ciminiera, che iniziava così a fumare; una suggestiva nuvola di fumo, era visibile a diversi Km di distanza.

In quegli anni era possibile l’accesso all’interno , anche della ciminiera, dove all’interno vi era una scala che permetteva di salire sino a su.

Poi iniziarono i primi crolli, spuntarono così i cartelli che indicavano il divieto di ingresso, da molte persone però violato.

Ma ecco qui di seguito le foto e il suggestivo video, di Luca Modica.