Scicli – Pippo Digiacomo e Piero Torchi sulla vittoria di Enzo Giannone e sulla sconfitta di Rita Trovato

Pippo Digiacomo 2Il deputato regionale Pippo Digiacomo porge i migliori auguri a Enzo Giannone, neo eletto sindaco di Scicli. Lo stesso deputato ricorda di conoscere Giannone da tempo ed aggiunge: “sono certo sarà un ottimo Sindaco di una città splendida e ferita come Scicli. Mi ritenga a disposizione per ciò che occorre fare”, aggiunge ancora Digiacomo.

A proposito dell’esito elettorale per il Pd, poi, lo stesso dichiara: “inutile nascondere il mio rammarico per il mediocre risultato del PD e della pur ottima candidata che ha sostenuto, soprattutto quando si erano proposti percorsi partecipativi che sono stati superficialmente rigettati. Peccato, perché si può perdere, nella vita e in politica ci sta, ma non tentare nulla quando il baratro è lì aperto davanti a noi rimane un fatto incomprensibile”.

piero torchi okAnche l’ex sindaco di Modica, Piero Torchi, su corrierediragusa.it si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Riportiamo qui di seguito la sua nota:

“La vittoria di Enzo Giannone e del suo progetto civico si presta ad una lettura complessa, sopratutto tenuto conto dei risultati espressi per il rinnovo del consiglio comunale, che portano ad un segno di carattere opposto a quello registrato nell´elezione del primo cittadino. E´ evidente anche ai profani come la coalizione che raggruppava l´area di centro filogovernativa ha pagato oltre misura, ed al di là dei pure rilevanti meriti di Giannone, l´assenza di un progetto credibile agli occhi della città, cui non è bastata nemmeno la novità di un candidato sindaco donna, per togliersi di dosso l´idea di essere più una sintesi algebrica di posizioni di potere, piuttosto che un´idea nuova ed innovativa di governo della città. La bocciatura del patto federativo proposto dai deputati regionali e nazionali, soprattutto da quelli sciclitani, attesa la storica marginalità dell´incidenza dell´apporto dei deputati non espressione delle singole realtà cittadine nelle elezioni amministrative di qualsiasi comune in territorio di Ragusa, ha intanto una chiave di lettura politica, che mira a lanciare un segnale chiaro e netto, anche in vista delle prossime elezioni regionali e nazionali.

Lo scarso appeal manifestato dalla deputazione sciclitana e non solo, ad onore del vero, visti i risultati, soprattutto da quella di area Pd, affonda le radici in un malcontento che anche alla vigilia delle elezioni era palpabile in città: scelte confuse, approssimazione nella redazione del programma, posizione equivoca sulla vicenda dello scioglimento degli organi amministrativi, la convinzione che le rendite di posizione sarebbero state sufficienti a garantire i risultati, la presunzione di trasferire matematicamente il consenso, sono stati gli elementi di maggiore debolezza della posizione centrista.

Certo non ha aiutato neanche l´appoggio della deputazione regionale al governo Crocetta a Palermo, sempre più inviso ai siciliani, e forse, ma lo sapremo solo lunedì 5 Dicembre, un malcontento montante, soprattutto al sud ed in Sicilia nei confronto del governo Renzi. Ma più di tutto ha pesato, ed in questo sono univoci i commenti, la posizione ambigua avuta da una parte del Pd, dall´Udc, da un defilato Ncd e dalla deputazione locale riguardo allo scioglimento “farsa” del consiglio comunale.

La città si è ritrovata sdegnata ed accomunata da un sentimento di rivalsa rispetto ad un provvedimento giudicato immotivato e sproporzionato, tesi poi confermata anche dal successivo annullamento del provvedimento e dall´assoluzione dell´ex sindaco Franco Susino (dimessosi proprio a carico di questa brutta vicenda), caricando la responsabilità di una mancata veemente reazione su chi, per ruolo istituzionale e per peso politico, aveva il dovere di rivendicare la dignità non solo del consiglio comunale sciolto, ma sopratutto di una città che si è sentita profondamente ferita e violentata dalla decisione del consiglio dei ministri, a pochi lustri da un episodio analogo che già aveva portato all´attenzione delle cronache nazionali in maniera non certo edificante la città e l´intero territorio.

Nemmeno ha certamente giovato alla coalizione la decisione, incommentabile, della rete televisiva nazionale, in spregio ad ogni regola sul silenzio pre elettorale, di lanciare in prima serata, a poche ore dal voto, uno speciale che descriveva la realtà sciclitana, ignorando ciò che nel frattempo era successo, ovvero la revoca dello scioglimento e la sentenza favorevole agli ex amministratori.

Giannone, da sempre coerentemente schierato contro lo scioglimento e l´ondata susseguente di fango abbattutasi su Scicli, ha incassato il risultato della sua posizione netta e chiara, oltre che l´utile derivante da un programma serio, attuabile, ed il cui volto esterno era affidato in gran parte a giovani neofiti della politica.

In buona sostanza con Giannone vince l´ampio fronte contrario allo scioglimento, che attraversava tutti gli schieramenti ed i partiti politici, come dimostra l´ampio ricorso al voto disgiunto. Un fronte che ha trovato nel “Ragazzo di Jungi” l´elemento coagulante, ben più del voto di protesta rappresentato dalla proposta dei % Stelle o della proposta, oramai residuale, di un centrodestra, almeno nella sua versione classica, presso che scomparso ed il cui voto è stato catturato, in gran parte dallo stesso Giannone.

Sorprende il risultato di Vanasia, il vero outsider di queste elezioni. La sua genuinità, il suo parlare schietto e chiaro, seppure limitato da una preventivabile dose di “ingenuità” politica, ha comunque fatto breccia con un risultato ben al di là delle aspettative più rosee. Adesso per il neo sindaco inizia il difficile. C´è da pacificare e ricompattare la città, da proseguire nella sacrosanta battaglia tesa a restituire immagine e dignità alla città, e soprattutto a riannodare le fila di un dialogo istituzionale che mesi di commissariamento hanno inevitabilmente sfilacciato, in una città dalle enormi potenzialità, ma anche dai grandi problemi, a partire da quello economico e finanziario per proseguire con la crisi, che sembra irreversibile, di quel comparto ortoflorovivaistico, che per decenni ha rappresentato il vero volano dello sviluppo sciclitano”.

 

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