Scicli – Madonna delle Milizie, “tra islamizzazione e folklore”: Maria Borgia scrive al Papa

Riceviamo e pubblichiamo

«Riportiamo uno stralcio della lunga missiva inviata a Sua Santità Francesco ed al Vescovo della Diocesi di Noto Mons.  Staglianò.

……Quello che ho certamente  compreso è  il chiarissimo messaggio religioso ,  l’amore verso gli altri ma in primis “l’amore” e la dedizione alla mia religione, quella Cattolica  appunto che non ho smesso più di approfondire e coltivare attraverso la parola di Dio  ,che ci vuole sempre attenti e presenti .

È su questo slancio che oggi ,mi sono permessa  di scrivere al Santo Padre ,perché credo fortemente ancora nella fede , come mezzo  unico ed  inclusivo  che in Italia può e deve dare,  come hanno fatto i Padri e che noi tramanderemo ai nostri figli , esempio , per il bene comune  e l’amore reciproco . Un compito assai arduo  se pensiamo agli attacchi che  continuamente subiamo su tutti i fronti ,dalle tematiche sociali alla famiglia, alla politica ,ma sempre desiderosi e coscienti che bisogna scendere in campo attivamente per difenderci dal maligno e di quanto noi uomini stiamo permettendo di fare .

Mi sono chiesta più volte come sarebbe opportuno agire  ,ma so che la strada da seguire seppur non semplice resta sempre e comunque , la lotta quella “buona” che usa come armi il dialogo e la forza della convinzione , perché noi  sappiamo, come uomini di fede Cristiana, discernere  in questi tempi di tristezza  ed empietà , il male dal bene seppur peccatori come uomini e donne di questo tempo .

Il dialogo è il mezzo più importante che Dio ci ha donato attraverso la parola ,quella che sentiamo nelle predicazioni e che deve oggi più che mai essere esempio , e su questo vorrei puntare riportando un accadimento piuttosto singolare,  nel Comune di Scicli e che riguarda la programmazione della  celebrazione della Madonna delle Milizie per il 27 Maggio  2017 .

 Nel 1091, nella piana di Donnalucata nei pressi di Scicli stavano per sbarcare i saraceni nell’Isola Bella, allora di dominazione normanna con a capo Ruggero D’Altavilla. I saraceni capitanati dall’emiro Belcane, volevano riscattare i tributi sull’isola, facendola così diventare regione di loro appartenenza. Appena sopraggiunti sulle coste di Donnalucata, gli sciclitani e i normanni, popoli divinamente cattolici, invocarono l’aiuto della Vergine, che apparve su un cavallo bianco in veste di gloriosa guerriera, sconfiggendo così i saraceni e liberando la Sicilia. La battaglia essendosi svolta in Contrada Milizie, frazione di Scicli, conferisce alla Madonna tale attributo, per questo comunemente conosciuta come la Madonna delle Milizie.

Il simulacro della Beata Vergine è conservato nella chiesa Madre di Scicli.

Ogni anno, l’ultimo sabato di maggio, alle 20.30, presso la piazza principale di Scicli si svolge la sacra rappresentazione dell’evento, dove recitano anche attori di fama nazionale.

Una sacralità che quest’anno verrà smembrata e data in pasto a folklore, in nome di un Dio povero e dissacratorio cioè il denaro , con la conseguente  islamizzazione  dell’evento che vedrà  la festa del cous cous cucina made in Marocco  ,feste ,balli ma persino la performance della danza del ventre .

Lascio con rispetto a sua Santità, ogni personale considerazione ,restando la stessa scevra da passioni personali o religiosità estremizzate che possano indurre l’altro a pensare che la religione cattolica debba essere esclusiva e dei nostri popoli ,ma cosa ci sarebbe di male a pensare e desiderare che la Chiesa Cattolica prenda posizioni e distanze ,da chi vuole portare ad un livello non certo celebrativo ,serio ,classico una festa che inneggia ama ed adora Maria Ri li Mulici ,come ricordo la chiamava mia Nonna Rosalia , a Marunnedda a cavaddu  che salvò gli Sciclitani ,un culto a cui io sono stata educata cresciuta nella religiosità cattolica e che oggi vorrebbe trasmettere alla piccola Marzia senza dover assistere allo scempio di chi ci vuole aperti a qualcosa che non ha più nulla a che vedere con la religione ma con gli interessi economici e personali….!»

                                 Maria Borgia

 

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