enzo giannone per spotIl Regolamento per l’adozione dei Beni Comuni è stato trasmesso in seconda Commissione Consiliare e a breve passerà all’esame del consiglio comunale di Scicli. A renderlo noto l’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Giannone.

Nella città contemporanea si registra una combinazione di fattori che sta determinando il progressivo abbandono degli spazi pubblici. Il regolamento darà la possibilità di azionare una sinergia tra attività pubblica e privata in grado di attivare processi di rigenerazione urbana. In particolare, gli spazi pubblici della città, un po’ abbandonati, possono trovare nella valorizzazione delle attività artigianali e/o commerciali tradizionali e nell’attivazione del capitale sociale ad esse collegato, la linfa vitale per l’avvio e l’auto–alimentazione di un processo di rigenerazione, fondato non solo sulla riqualificazione fisica e funzionale ma sulla rivitalizzazione socio – economica.

È proprio in quest’ottica che si inserisce la necessità di collaborazione tra pubblico e privato, per sperimentare nuove pratiche di partecipazione dei cittadini nella gestione del Comune, anche attraverso forme condivise di utilizzo alternativo del patrimonio materiale e immateriale della città, e per dare vita a istituzioni locali che rendano più forte il rapporto tra amministratori e amministrati.

Obiettivo dell’amministrazione è quello di incentivare anche la nascita di start–up a vocazione sociale e lo sviluppo di attività e progetti a carattere economico, culturale e sociale oltre a promuovere attività creative, arti, formazione e sperimentazione artistica considerati strumenti fondamentali per la riqualificazione delle aree urbane o dei singoli beni, per la produzione di valore per il territorio, per la coesione sociale e per lo sviluppo delle capacità.

Sono previsti anche processi di gestione e condivisione degli spazi pubblici anche in maniera temporanea, nell’attesa di una destinazione d’uso definitiva.

Rientrano nel processo di gestione, condivisione e rigenerazione tutti gli spazi sportivi all’aperto con accesso libero il cui recupero avrà una rilevanza sociale strettamente correlata al contesto territoriale dove sono ubicati.