Si è da poco conclusa la tre giorni dedicata al “futuro” di Chiafura, un workshop in cui Amministrazione e grandi personaggi del panorama dell’architettura e del design si sono riuniti per promuovere un progetto più turistico in cui dare una nuova identità e una nuova vita ad una delle parti più caratteristiche della Città di Scicli. Nello specifico, la proposta di trasformare le antiche grotte in disuso, in veri e propri alloggi turistici in cui si mixino tradizione e lusso, innovazione e storia. 

A questo percorso avviato dall’Amministrazione comunale, che darebbe ai privati un sito per molto tempo abitato liberamente dai cittadini, esprime dissenso l’onorevole Orazio Ragusa: “Non possiamo cancellare tutto, non possiamo dare Chiafura in mano ai privati perché organizzino l’interno delle grotte sino a farle diventare delle camere d’albergo. Ricordo a tutti, compreso a me stesso, che il sito di Chiafura era abitato da gente sciclitana che, a un certo punto, si è trasferita al quartiere Jungi per potere contare su una condizione di vita migliore. Stiamo parlando di un sito che racconta la storia di un popolo, che riporta alla memoria il passato di generazioni di sciclitani. E che oggi la Giunta municipale vuole porre al servizio di un investimento privato, snaturando i percorsi effettuati, anzi cancellandoli completamente”. 




“Tutto ciò, a dire il vero, potrebbe pure risultare comprensibile – prosegue l’onorevole- se l’amministrazione avesse compiuto la ricerca di quei bandi tesi ad assicurare la realizzazione di un recupero funzionale del sito, rigorosamente pubblico. Poteva risultare giustificabile se questa ricerca avesse dato esito negativo. Ci risulta, però, che tutto ciò non è stato fatto tant’è che l’unico progetto presentato dal Comune è arrivato in ritardo e quindi non ammesso a finanziamento. Ma non voglio riaprire ferite e polemiche. Voglio soltanto mettere in evidenza che la triste vicenda legata alla creazione del Parco archeologico dei tre colli (San Matteo, Croce, Chiafura), lanciato proprio nella nostra città dal compianto assessore regionale Sebastiano Tusa, consentiva di aprire uno spiraglio di luce per trasferire su un piano nobile la chiamata proveniente a più riprese dal mondo della cultura”.

Un forte dissenso insomma, quello dell’onorevole, mirato esplicitamente alla privatizzazione di Chiafura e non alla ripresa di esso e che, secondo lui, costituisce un vero e proprio affronto alla parte intellettuale della città, visto che molti degli artisti sciclitani non sono d’accordo con la proposta avanzata dal Comune.

Proprio nei giorni scorsi, Orazio Ragusa ha incontrato il direttore generale dell’assessorato ai Beni culturali della Regione, sottolineando che Chiafura è inserito, già da anni, nell’elenco dei luoghi della cultura della Regione. “Circostanza – sottolinea il deputato regionale – che può favorire la partecipazione dell’amministrazione comunale ai progetti a regia, vale a dire la messa a disposizione di fondi che l’assessorato sta cercando di erogare attraverso bandi tipo per far sì che i Comuni che hanno in animo di partecipare lo facciano individuando delle idee forza. Assieme al capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Scicli, Mario Marino, e al consigliere Enzo Giannone, abbiamo valutato, dunque, che è indispensabile porsi in maniera costruttiva, per quanto riguarda questi aspetti, nei confronti della Giunta municipale, con l’unico e importante obiettivo di salvaguardare il patrimonio culturale della nostra città. La partecipazione ai luoghi della cultura diventa propedeutica per potere concorrere ai bandi pubblici. E tutto ciò anche per interventi nelle aree adiacenti che consentirebbero di portare in giro questa cartolina della nostra città che merita, e su questo siamo tutti d’accordo, la massima attenzione. Gli scontri, le contrapposizioni istituzionali, ce ne siamo accorti, non fanno bene alla nostra città – conclude il deputato regionale – . Al di là delle posizioni politiche, e credo che il sindaco e l’intera amministrazione ce ne debbano dare atto, ci siamo sempre messi a disposizione di Scicli. E lo facciamo ancora oggi se si vuole dare il via a questo percorso che rilancerebbe in maniera importante, sul piano pubblico, le prerogative del sito storico di Chiafura”.




Adesso, invece, una nuova proposta da parte dell’onorevole Ragusa, che non si limiti solo ala ripresa di una singola parte ma che miri all’inserimento all’interno di parchi archeologici: “Lancio l’idea della creazione di un tavolo della cultura composto da intellettuali e associazioni che operano anche nell’ambito ambientale e solidaristico. Ritengo che la politica debba abbracciare come modello di partecipazione e condivisione il pensiero della salvaguardia di identità di progetti che qualifichino e proiettino la nostra collettività come segno di testimonianza per le nuove generazioni. Lo dobbiamo ai nostri padri genetici e storici. Non sarebbe male neppure proporre un dibattito all’interno di una seduta aperta del Consiglio comunale, il massimo organo democratico della nostra città. Un dibattito da cui potrebbe scaturire la proposta che ci consentirebbe di lanciare la candidatura dei siti del Sud Est come capitale italiana della cultura. Affinché questi monumenti, proprio come nel caso di Chiafura, possano essere fruibili da tutti e non soltanto da pochi”.