Stamattina a Donnalucata, presso la Chiesa del borgo marinaro di Scicli, celebrata  dal cappellano militare Don Rosario, ha avuto luogo la commemorazione religiosa del 24° anniversario della barbara uccisione degli Appuntati  Antonino Fava e del donnalucatese, Vincenzo Garofalo.

Alla cerimonia, oltre al padre del caduto, hanno partecipato, il Comandante della Compagnia di Modica, Cap. Francesco Ferrante, in rappresentanza del Prefetto di Caltanissetta, il dott. Ciarcià, il Sindaco di Scicli, Prof. Vincenzo Giannone, la dott.ssa Caterina Riccotti, vice sindaca di Scicli, il Comandante della Tenenza di Modica della Guardia di Finanza, Cap. Alessandro Salvatore, i Comandanti e Carabinieri della Compagnia di Modica e dei Comandi Tenenza di Scicli e Stazioni di Pozzallo, Ispica, Donnalucata, Marina di Modica e Modica, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri i rappresentanti dell’amministrazione locale e di tutte le Forze di Polizia locali ma anche semplici cittadini che hanno voluto stringersi alla famiglia ed alle Istituzioni in questo momento della memoria.

Particolarmente emozionante l’intervento di alcuni studenti del Liceo Cataudella di Scicli che con parole e musica hanno espresso il loro contributo alla memoria dei caduti ed alla lotta alla criminalità organizzata.

La cerimonia religiosa, molto sentita sia dall’Arma che dalla comunità locale, è stata preceduta dalla solenne deposizione di due corone d’alloro presso il monumento ai due caduti.

Il sacrificio dei giovani militari è stato suggellato alla storia con il conferimento del massimo tributo al valore concesso ai militari periti nell’adempimento del dovere, medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

Conduttore di autoradio di nucleo radiomobile in area ad elevata densità mafiosa, nel corso di predisposto servizio di controllo del territorio, intimava in movimento l’alt ad autovettura sospetta. Fatto segno a reiterata azione di fuoco da parte dei malviventi che non arrestavano la marcia, li affrontava con insigne coraggio e grande determinazione replicando con l’arma in dotazione finché, colpito in più parti del corpo, si accasciava esanime. Le successive indagini consentivano di arrestare gli autori, identificati in cinque pericolosi pregiudicati appartenenti ad agguerita organizzazione criminosa, e di recuperare le armi e l’autovettura di illecita provenienza utilizzate dai malfattori. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio.» — Scilla, 18 gennaio 1994