Scicli – “Busacca”, sempre meno Ospedale. “Dove sono i nostri parlamentari”?

ospedale busaccaA Scicli tutti impegnati a preparare la campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni amministrative che si terranno il mese prossimo. Nessuno che difende il povero Busacca … l’ospedale.

Ma effettivamente ogni tentativo ormai è superfluo.  Ora è il reparto medicina a chiudere, mentre il reparto chirurgia è ridotto al minimo. Ma da quello che è accaduto nei giorni scorsi, gran parte della sanità iblea è stata svenduta: l’Ospedale di Modica, quello di Scicli, Comiso, nel silenzio generale e con il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci.

“Una vergogna senza precedenti come in una cittadina, quella nostra di Scicli, si debba subire, ancora una volta, un danno del genere e non garantire almeno la salute pubblica ai propri cittadini – commentano Fratelli d’Italia -. Dove sono i nostri deputati nazionali, provinciali e di Scicli? Ci piace rammentare, ad esempio, come precedentemente un esponente politico si è vantato con la stampa del proprio merito per i quattro posti letto assegnati alla cardiologia di Scicli – scrive Fratelli d’Italia -.  I quattro posti in cardiologia, già decretati in Gazzetta, avrebbero garantito la riabilitazione del paziente, un reparto che ad oggi in tutta la provincia di Ragusa nelle ASL non esiste, così, invece, si obbliga i decenti di Scicli e di Modica ad essere, una volta dimessi dai reparti di area medica e bisognosi di continuare una terapia riabilitativa cardiologica ad essere dirottati in struttura clinica privata peraltro a costo sempre dell’Asl di Ragusa.  Fratelli d’Italia di Scicli non accetta alcuna condizione sulla chiusura o ridimensionamento dei reparti e chiede, con immediatezza, che sia ripristinata la funzionalità dei reparti tutti perché le tasse sono uguali per tutti e al cittadino di Scicli, come quello di qualsiasi altra citta d’Italia, dev’essere garantita la salute prima di tutto”.

Sulla triste vicenda è intervenuto anche Piero Torchi, ex sindaco di Modica, che scrive: “La stessa riforma fará diventare l’ospedale di Modica una dependance di quello di Ragusa, che lo svuota di servizi ed efficienza, e che cancella di fatto Scicli e Comiso. Ma perchè i sindaci hanno detto si in silenzio? – si interroga Torchi, che continua scrivendo: Essenzialmente lo hanno fatto per tre motivi: il primo, diffuso, perché non hanno capito il senso della riforma e le gravi conseguenze per i loro cittadini rispetto ai servizi sanitari non più garantiti; la seconda perché i loro padrini politici li hanno obbligati a tacere; la terza, la più grave, perché hanno partecipato allo scempio della sanità in provincia e nel modicano in particolare, stringendo accordi, suggerendo nomine, chiedendo trasferimenti e mansioni superiori per amici e sodali. Se non si dicono queste cose – conclude Torchi – non si potrà mai comprendere perché tra poco non si potrà neanche ricevere l’assistenza di emergenza senza emigrare”.

 

 

 

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