Sbarchi. Schiacciata mentre col corpo faceva da scudo ai suoi figli. Fermato scafista

 

La polizia di Stato di Ragusa ha fermato un cittadino del Gambia per la morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina della trentenne del Mali il cui corpo è arrivato ieri a Pozzallo insieme ad altri 299 migranti da nave Vos Hestia, di Save the Children. A bordo c’ erano anche i due figli della donna: una bambina di 9 anni e un maschietto di 6 che sono stati affidati all’Istituto delle suore del Sacro cuore di Ragusa.

E non si fermano gli sbarchi e aumentano anche i corpi senza vita che arrivano in Sicilia.

Schiacciata mentre col corpo faceva da ‘scudo’ da altri migranti ai suoi figli, una bambina di 9 anni e un maschietto di 6, rimasti bloccati nella prua di un gommone che si è spezzato in due dopo 5 ore di navigazione in mare aperto. I suoi bambini hanno vegliato il corpo fino all’arrivo al porto di Pozzallo ieri mattina.  “Quando si è accasciata – hanno raccontato alcuni migranti – pensavamo fosse svenuta. Lo scafista voleva farci gettare il corpo in mare, ma ci siamo rifiutati. Ai bambini abbiamo detto che la mamma stava dormendo, ma poi hanno capito”.

La Questura di Ragusa ha già attivato le ricerche di familiari della vittima, uno dei quali sarebbe in Italia. I bambini sono stati affidati all’Istituto delle suore del Sacro cuore di Ragusa. E’ la triste storia di una famiglia di migranti giunta ieri mattina a Pozzallo con altri 299 clandestini.

Le forze dell’ordine hanno già fermato una scafista del Gambia per la morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina della trentenne del Mali.  E un altro, un 39enne tunisino è stato tradito da un selfie: grazie allo scatto rinvenuto nel suo smartphone la polizia lo ha potuto identificare come lo scafista della traversata con un’imbarcazione in legno con 32 migranti, di cui 25 sono stati trasferiti a Pozzallo sabato mattina. Sono tutti nord africani – libici e tunisini –  uno di loro era stato condannato in Italia per spaccio e doveva scontare ancora 7 mesi di reclusione, quindi è stato accompagnato dalla Squadra Mobile al carcere di Ragusa.

Il tunisino nel 2007 era stato arrestato per l’ultima volta a Bolzano e condannato, ma in attesa del giudizio definitivo si è allontanato dall’Italia facendo perdere le proprie tracce.

Al termine della pena verrà espulso e condotto in Tunisia.

È approdata oggi nel porto di Palermo la nave Dattilo della Marina Militare con a bordo 1.045 migranti e 10 salme. I profughi, di varia nazionalità, sono accolti dalla task force coordinata dalla Prefettura di Palermo. La nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere è approdata invece ieri nel porto di Catania con 867 profughi soccorsi nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Tra di loro anche 119 donne e otto bambini di cui quattro neonati di pochi mesi. Una delle sette donne in stato di gravidanza ha accusato le doglie subito dopo lo sbarco ed è stata trasferita d’urgenza in ospedale. Medici senza frontiere sottolinea che il 2016 si conferma l’anno più nefasto per le morti nel Mediterraneo, con un tragico record di 4.200 vittime. “Di fronte a questo nuovo vergognoso record, l’Unione Europea non può continuare a far finta di niente e farsi complice di questa tragedia sempre più imponente.

Servono con urgenza vie legali e sicure che consentano a persone disperate di trovare sicurezza in Europa senza rischiare, o perdere, la propria vita” ha dichiarato Tommaso Fabbri, capomissione di Msf in Italia.

Viviana Sammito

 

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