sas_cintolo[1]Nuovi particolari emergono dopo l’arresto di Sasà Cintolo, ex presidente del Coni Ragusa, arrestato dalla GDF con l’accusa di peculato. Cintolo pare avesse il sentore di essere intercettato: parlava al telefono in codice per non farsi capire da eventuali “ascoltatori nascosti”. Il numero degli indagati nella vicenda potrebbe aumentare. Il segretario generale del Coni Sicilia Lionello Nuccio ha precisato che la scuola dello sport continuerà ad operare a Ragusa e che il Coni, parte lesa nella vicenda, si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario.

La scuola dello sport sarebbe stata utilizzata per fini privatistici e gestita in maniera personalistica. Stando alle indagini delle fiamme gialle, i soldi pubblici destinati al Coni Ragusa sarebbero stati utilizzati, tramite il conto corrente “segreto” aperto ad hoc e sul quale sarebbero state eseguite movimentazioni per oltre 800 mila euro, per l´acquisto di una barca di lusso del costo di quasi 20 mila euro. Poi sarebbe stata comprata anche una Ford Focus, costata quasi 11 mila euro. E ancora 6 mila 330 euro sarebbero stati consegnati a un’impresa edile per l’acquisto di un appartamento a Siracusa e 3 mila 650 euro alla ditta che fornisce il gasolio per riscaldamento all’appartamento di Cintolo. Tutto questo per complessivi 37 mila 188 euro distratti “a mezzo di assegni a firma congiunta”. Nel 2006, sempre stando alle indagini, Cintolo comprò una Smart per più di 17 mila euro. L’auto, del CONI,  secondo gli inquirenti veniva utilizzata però solo da Cintolo, che poi, nel 2012 venne venduta per soli 900 euro; Cintolo prese quei soldi e li mise in tasca.

Nell´inchiesta è indagato, sempre per peculato, anche l´ex segretario regionale e direttore della scuola dello sport di Ragusa. E’ stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di tutti i cespiti monetari nella disponibilità degli indagati per valore complessivo di circa 600 mila euro. Nella fase iniziale delle indagini, come illustrato dal comandante provinciale della Fiamme gialle Claudio Solombrino, fu scoperto un conto corrente di cui il Coni nazionale era del tutto all’oscuro e nel quale sarebbe stata versata una parte dei fondi concessi dalla regione siciliana per la gestione della scuola regionale dello sport. La carta di credito connessa al conto corrente sarebbe stata in uso proprio all’allora presidente del Coni provinciale Sasà Cintolo, che, anche per questo motivo, fu sospeso dall’incarico. Le presunte irregolarità sarebbero emerse nell’ambito di un controllo amministrativo e contabile disposto dall’ufficio di vigilanza di Roma, che segnalò tutto alla procura iblea e alla corte dei conti per verificare l’esistenza di probabili attività illecite. In quel conto corrente sarebbero transitati circa 800 mila euro.  A marzo 2016 il Coni di Ragusa fu commissariato dopo che Sasà Cintolo era stato presidente per ben 32 anni ininterrottamente.

Dal canto suo Cintolo ha dichiarato che la sua condotta è stata sempre specchiata producendo documentazione contabile e amministrativa a sostegno della sua tesi, chiarendo altresì che non spettava a lui tenere la contabilità, dato che il suo compito sarebbe consistito nell’occuparsi dell’aspetto politico dell’organismo. Ma dalle indagini invece sarebbe emersa una gestione personalistica e clientelistica delle strutture pubbliche da parte degli indagati, che ha riguardato l’uso della Scuola dello Sport per eventi, manifestazioni e altro ancora, senza che i proventi derivanti da queste concessioni venissero versati sul conto corrente ufficiale, ma intascati direttamente dai soggetti. Ulteriore danno arrecato alle casse dell’ente è dato dal fatto che le strutture, venivano concesse in locazione o in comodato d’uso gratuito, senza l’addebito di costi legati al consumo di luce, acqua e gas, che rimanevano a carico del Coni. E poi ancora gasolio per il riscaldamento dell’abitazione privata, l’acquisto di un’auto e perfino di un’imbarcazione: c’era questo e tanto altro, sempre secondo le indagini, tra i beni acquistati attraverso i contributi erogati dalla regione al Coni e alla scuola dello sport di Ragusa.

Stando a quanto accertato dalle Fiamme Gialle, il sistema creato da Cintolo si basava essenzialmente su una doppia richiesta di rimborso contributi: i rimborsi del Coni nazionale andavano a finire nel conto ufficiale, mentre i rimborsi del Coni regionale andavano a finire sul “conto ombra”.