Sanità iblea, Lorefice: «Non va affatto bene. Invito il Manager a fare una passeggiata nelle corsie ospedaliere»

ospedale dottore infermieri«La sanità iblea non va affatto bene e questo è un dato di fatto. Purtroppo. A parte il piano di riordino, ancora in panne -afferma la parlamentare Marialucia Lorefice, capogruppo M5S Commissione Affari Sociali-, è proprio in generale che non va. Ed è strano visto che era stata per molti anni un’eccellenza. Per non scendere nei dettagli dell’ospedale nuovo di Ragusa ancora in fasce. Ogni reparto risulta avere problemi non indifferenti negli iblei, di quali reparti parlo? Pressoché di tutti. Poi ci sono i medici che risultano essere sempre più pressati con personale anche infermieristico ridotto all’osso e turni, in alcuni casi, infiniti. E sappiamo bene -evidenzia- questo cosa voglia dire.

Ci sono, poi, le liste d’attesa delle quali ormai non si parla neanche perché i cittadini danno per scontato, o quasi, che in ospedale non si possa andare se si ha un’urgenza. A Ragusa addirittura alcuni reparti ‘aprono’ solo la mattina, come fossero uffici amministrativi, come se la gente il pomeriggio non s’ammalasse. Conosciamo bene la legge Balduzzi -sottolinea la parlamentare- ed i tagli che ha imposto ma non riteniamo che tante delle scelte fatte siano da addebitare solo ed esclusivamente ad essa.

Mentre l’afflusso di migranti continua cosa fa l’Asp 7? Pianifica di spostare a Modica il reparto di malattie infettive di Ragusa, un’eccellenza che si trovava al posto giusto al momento giusto.  Insomma, ognuno a casa propria può fare e decidere per sé ma nella Sanità non si può, è pubblica! Proprio il piano di riordino serve a risistemare ciò che non va cercando di far convergere necessità e tagli, non si toglie quello che va per risistemare il tutto a piacimento.

Solo qualche mese fa -dice la Lorefice-, immagino di non ricordarlo solo io, con altri colleghi parlamentari del M5S e non ci siamo riuniti attorno ad un tavolo dell’ospedale di Modica con il dott. Aricò, manager dell’Asp 7. Mi era sembrato un momento di concertazione, uno di quelli in cui la politica mette avanti le istanze e le necessità dei cittadini e l’Asp7 quantomeno ha una visione più ampia. Adesso probabilmente, se il dott. Aricò accetterà l’invito, si ventila un altro tavolo di concertazione. Personalmente non amo le passerelle, e se dovesse trattarsi solo di questo invito il dott. Aricò a non volermene se non andrò. Nel caso in cui, invece, cambiasse idea e fosse davvero disposto a guardare in faccia la realtà ragusana e a non far passare scelte volute da chissà chi per legge Balduzzi gli sarei grata perché finalmente avremmo un manager vicino alla gente, che ne ha abbastanza di politica e istituzioni sorde. I cittadini hanno bisogno di risposte, di fatti.

Porgo un altro invito al dott. Aricò -conclude Marialucia Lorefice-: perché non fa una passeggiata nei reparti di tanto in tanto per toccare con mano quanta passione mettono i nostri medici e tutti quanti vi lavorano anche nel rendere più leggere le difficoltà agli occhi dei pazienti. Veda come cercano di smorzare gli animi nei reparti dove ancora c’è solo l’acqua fredda. È vero può capitare ma, mi consentano i vertici dell’Asp 7, non dovrebbe e non per così lungo tempo».

 

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