Ragusa – Violenze e sopprusi in famiglia. La Polizia arresta un rumeno

polizia notteGli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa hanno posto fine ad anni di violenze e soprusi ai danni di una giovane donna di origini rumene, da diverso tempo residente a Ragusa, e dei sui figli, da parte del suo ex marito, arrestato in flagranza di reato.

I fatti si sono verificati alcuni giorni fa, quando, nel primo pomeriggio, una donna disperata ha chiamato il 113 chiedendo aiuto dopo essere stata colpita al volto dall’ex marito ubriaco. Due Volanti della Polizia sono giunte immediatamente sul posto, nel centro di Ragusa e hanno soccorso la donna che, in preda al panico e con evidenti segni di aggressione al volto e agli arti, insieme ai due figlioletti di 11 e 1 anno, in lacrime, ha raccontato di essere stata aggredita e colpita per l’ennesima volta dal suo ex marito, ubriaco che, dopo aver capito che erano state avvisate le Forze dell’Ordine si era appena allontanato. A terra i segni della colluttazione con cocci di vetro di bottiglie di birra, spaccate dall’aggressore.

Gli uomini, diretti dal Commissario Capo Filiberto Fracchiolla, dopo aver soccorso la donna si sono messi alla ricerca del suo aguzzino, una vecchia conoscenza dei poliziotti della Volante, che lo hanno subito sorpreso nella vicina Via Roma. L’uomo è stato bloccato, perquisito e condotto presso gli uffici della Questura.

La donna dopo essere stata curata, ancora in lacrime è stata condotta presso l’ufficio Denunce dove, in un ambiente accogliente, ha pian piano ritrovato fiducia e serenità iniziando a descrivere analiticamente anni di soprusi e violenze a cui era stata sottoposta da parte di quell’uomo che era stata obbligata a sposare in Romania per permettergli di entrare nel territorio italiano prima dell’allargamento dell’Unione Europea a quello Stato.

Da allora anni di continue vessazioni e botte da parte di quello che da marito si era trasformato nel suo aguzzino, subite anche quando era incinta del suo primo bambino e anche subito dopo il parto. Le continue violenze subito hanno portato la donna a chiedere e ottenere dalle autorità rumene un provvedimento di separazione che però non ha posto fine ai soprusi di quell’uomo che, con la forza e l’intimidazione ha preteso comunque di restare nella sua casa. La donna non conoscendo la lingua italiana e per paura di quell’uomo ha subito per anni ogni sorta di violenza.

L’epilogo alcuni giorni fa quando già dalla sera prima l’uomo in preda per l’ennesima volta ai fumi dell’alcol è ritornato a casa e ha cominciato a gridare  insultarla e picchiarla davanti ai due bambini in preda al terrore. Il più grande, appena undicenne, ha cercato di difendere la mamma dalle grinfie dell’uomo rimediando anche lui botte e sputi.

Lo stato di terrore si è protratto per tutta la notte fino a quando l’uomo ha lasciato l’abitazione. E’ in quel momento che la donna dolorante si è portata all’ospedale dove le sono state riscontrate diversi traumi contusivi da aggressione con dieci giorni di prognosi. Ritornata a casa ha incontrato di nuovo il suo ex marito che di nuovo ubriaco prima ha spaccato delle bottiglie di birra e poi ha di nuovo colpito la donna al viso, buttandola fuori di casa insieme ai figli e sottraendole anche la somma di 150 euro necessari per pagare l’affitto di casa in scadenza, ritrovati poi addosso all’uomo.

Pertanto all’esito di quanto emerso, verificato anche che l’uomo, pluripregiudicato,  già in altre occasioni era stato tratto in arresto sempre dagli uomini dell’Ufficio Volanti per aver violentemente colpito la sua ex moglie, il quarantenne M. N. di origini rumene, è stato dichiarato in arresto per il reato di maltrattamenti in famiglia,  aggravati dalla presenze di figli minori, per lesioni personali e furto.

Lo stesso su disposizione del P.M. di turno è stato tradotto nel carcere di Ragusa.

La donna ha tirato un sospiro di sollievo, sicura che lei e i suoi figli avrebbero potuto ritrovare un po’ di serenità, con la possibilità di ricevere sostegno in uno dei centri antiviolenza della provincia.

Quando le sono stati restituiti i soldi sottratti, passata anche la preoccupazione di non poter pagare l’affitto di casa, sul suo viso è spuntato un leggero sorriso.

 

 

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