invito inaugurazioneTradizioni, usanze e culture narrate attraverso il matrimonio. Storie di uomini e donne, storie di famiglie e dei costumi siciliani attraverso un secolo di memoria che dall’Unità d’Italia giunge al boom economico degli anni Sessanta.

E’ questo il cuore dell’evento “Matrimonio in Sicilia tra Ottocento e Novecento” promosso dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, sposato con entusiasmo dall’assessorato regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, e allestito dall’associazione culturale Donnafugata 2000 che vedrà protagonista il teatro di Ragusa Ibla quale sede delle manifestazioni in programma da giovedì 8 dicembre al 21 dicembre.

-La mostra sarà inaugurata giovedì 8 dicembre alle ore 18.30. L’ingresso è gratuito.

Ore 20:00 Concerto di Carlo Muratori, “Sutta lo to’ finestri”.

Un evento voluto dal soprintendente di Ragusa, Calogero Rizzuro, e che ha incontrato pieno sostegno da parte dell’assessore regionale Carlo Vermiglio, proprio per evidenziare il forte legame tra tradizione e territorio offrendo soprattutto alle nuove generazioni la possibilità di scoprire le proprie radici. Ma non solo. La manifestazione “Matrimonio in Sicilia fra il 1860 e il 1960” è anche un tuffo nel passato di una popolazione variegata qual è quella siciliana che conserva usi e costumi di varie provenienze. Il matrimonio non è solo la promessa di amore davanti a Dio ma è anche la “fuitina” per gli amanti ostacolati dalle famiglie o, ancora, la disposizione dei beni da unire secondo un disegno scelto dai pater familias. Parlare di matrimonio in Sicilia nel secolo che dall’Unità d’Italia giunge agli anni Sessanta significa anche riaccendere i riflettori su un secolo di storia e comprendere i cambiamenti sociali di un popolo.

“Raccontiamo un secolo di vita – dice il soprintendente di Ragusa Calogero Rizzuto – soffermandoci sull’evento del matrimonio che non è solo un momento di felicità delle famiglie ma che, in alcuni casi, svela aspetti meno rosei come le spose-bambine o le separazioni dolorose del passato. La mostra è anche un viaggio negli anni dall’unità d’Italia al boom economico, per capire come eravamo e come siamo diventati. Il cambiamento sociale appunto, ma anche l’emancipazione della donna è ciò che emerge attraverso il materiale in mostra”

Significativa anche la scelta di Ragusa Ibla come cornice dell’evento, allestito con attenzione e amore dall’associazione Donnafugata 2000 all’interno del Teatro, perché rappresenta il cuore più antico di Ragusa e dunque la memoria del territorio,

“Non solo oggetti in mostra tra cui alcune sorprese che faranno sognare – aggiunge il soprintendente Calogero Rizzuto – ma anche un tour fatto di tradizioni, cultura, gastronomia: insomma una spaccato di vita che attraversa la Sicilia”.

Un viaggio lungo 100 anni attraverso il pensiero, la cultura, la moda, la politica e le tradizioni di una terra che ha fatto del suo “affinché tutto cambi bisogna che tutto rimanga com’è” il motto del pensiero siciliano. E proprio l’eco del Gattopardo riecheggerà nel corso dell’evento che propone anche una silloge dei film siciliani legati alla cultura del matrimonio. Capolavori cinematografici che sono anche un omaggio alla terra isolana, alle sue radici e alle sue usanze che trovano memoria in epoche antichissime di cui si perpetra ancora oggi la memoria.

Da sempre infatti il matrimonio è l’evento più importante della vita di ogni famiglia, è l’inizio della famiglia stessa e attorno al suo concetto si muovono dinamiche sociali e culturali che saranno oggetto della manifestazione. Indipendentemente dallo status sociale, il matrimonio continua a suscitare un incrollabile fascino ancora oggi, nonostante il rinnovarsi continuo delle idee. E’ un topos che accomuna la curiosità di ogni epoca e ogni classe sociale. Una tematica che permette di spaziare dalle opere d’arte, a documenti archivistici, a cultura materiale e immateriale.

Saranno infatti le usanze, la moda, le consuetudini, la memoria storica dei più anziani a ricostruire una serie di differenti quadri che andranno a delineare un’evoluzione storica che va al di là della singola cerimonia, tratteggiando come e in cosa l’approccio, nel corso del secolo che va dall’Unità di Italia agli anni ’60 del 1900, sia cambiato.

La mostra

Giorno 8 dicembre alle ore 18.30 avrà luogo l’inaugurazione della mostra nel Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla.

L’esposizione proseguirà fino al 21 dicembre, l’ingresso è gratuito.

mar-ven: 17-20

sab: 10-12; 17-22

dom: 10-13; 17-20

(Chiusura nelle giornate di 24 e 25 dicembre; 31 dicembre)