tratto da La Sicilia del 12 marzo

di Carmelo Riccotti La Rocca




Una bambina con sindrome di autismo va in bagno a Scuola e si ustiona con i prodotti chimici utilizzati per la pulizia del WC. Protagonista di questa triste vicenda è una bambina di 6 anni, affetta dalla sindrome dello spettro autistico, che frequenta una Scuola materna del Capoluogo ibleo. I fatti in questione si sono registrati il 20 febbraio scorso: la bambina è stata accompagnata in bagno quando, nel momento in cui doveva essere rivestita, ha iniziato a piangere ed urlare rifiutando di indossare gli indumenti. A quel punto, stando al racconto dei genitori riportato nella denuncia presentata alla Procura della Repubblica, gli insegnanti si sono accorti che la loro alunna presentava quelli che inizialmente sono stati definiti come lividi.

Dopo una serie di telefonate tra il personale della Scuola e i genitori della piccola, nel plesso è arrivato il papà che ha subito accompagnato la figlia presso il pronto soccorso dell’Ospedale Giovanni Paolo II dove le è stata riscontrata una ustione chimica ai glutei e agli arti inferiori prossimali.

Dopo aver consultato i medici del centro antiveleni di Pavia che hanno consigliato una decontaminazione con fisiologica, la bambina è stata trasportata al “Centro grandi ustionati” presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania con una prognosi di 20 giorni. Lì alla bambina, alla quale, come da referto medico, sono state riscontrate nello specifico ustioni di secondo grado ai glutei e alla coscia destra, nonché ustioni di secondo e terzo grado alla coscia sinistra nella regione posteriore, sono state effettuate due medicazioni in anestesia ed una terza, per la rimozione e la sostituzione della pelle bruciata, sarà effettuata giovedì prossimo. Chiedendo conto e ragione al personale della Scuola, i genitori hanno appreso che nella mattinata i bagni erano stati puliti con un particolare prodotto a base di sostanze chimiche e che, probabilmente, dopo l’uso il prodotto non è stato asportato dai gabinetti.

Molto provati da questa vicenda i genitori della bambina costretta già a coesistere con una sindrome molto grave e che nel giro di pochi giorni ha dovuto subire due interventi chirurgici e un terzo lo subirà tra due giorni.




La coppia, assistita dall’avvocato Michele Savarese del foro di Ragusa, ha presentato già formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Ragusa chiedendo che i responsabili di questo episodio vengano indagati per il reato di lesioni personali colpose gravissime come previsto dall’articolo 590 del codice penale. Alla Scuola, invece, arriverà presto anche una richiesta di risarcimento danni per i danni morali e fisici subiti dall’alunna.

“Si tratta – commenta l’avvocato Michele Savarese, legale dei genitori della bambina- di un episodio molto grave che merita tutto l’impegno della magistratura perché venga approfondito in tutti i suoi aspetti”. I genitori, che io rappresento, chiedono giustamente di conoscere tutta la verità su quanto accaduto giorno 20 febbraio alla loro bambina ed è giusto che vengano accertate eventuali responsabilità e se qualcuno ha sbagliato dovrà risponderne. Attendiamo fiduciosi che la magistratura faccia il proprio corso, ma sono pienamente convinto che presto si potrà fare piena luce su questa triste vicenda e dare a questi genitori le dovute risposte. Sulla vicenda abbiamo sentito anche la docente scolastica del plesso che al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni in merito in attesa che la magistratura svolga le indagini.