“Una svolta per le persone affette da diabete”. Questa la “definizione” più adatta per il grande traguardo raggiunto dall’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Nel Centro di Diabetologia dell’UOC di Medicina, infatti, sono stati installati i sensori di nuova generazione “Eversense XL di Roche Diabetes Care”. Il dispositivo è stato voluto fortemente dal responsabile del Centro, Raffaele Schembari, dirigente medico specialista in diabetologia, che lo ha impiantato su due persone con diabete, uno residente a Scicli e l’altro a Vittoria.

“Un microsensore sottopelle in grado di monitorare la glicemia in modo continuativo fino a sei mesi – afferma il dottor Schembari –  . È la nuova frontiera per la gestione del diabete. Parliamo del primo sensore impiantabile per il monitoraggio continuo della glicemia, progettato per la rilevazione continua dei valori di glucosio nel sangue fino a 180 giorni. Il buon controllo glicemico -prosegue il dirigente medico- è fondamentale per la prevenzione delle complicanze del diabete e degli scompensi metabolici acuti, per questo le persone con diabete necessitano di un’attenta e costante misurazione della glicemia attraverso sistemi che devono essere precisi e affidabili”.

Una realtà sempre più tangibile e che oggi, grazie agli alti livelli di tecnologia raggiunti, prevede persino strumenti in grado di misurare in modo accurato la glicemia, migliorando la qualità di vita dei pazienti. 

“Questo nuovo dispositivo, – conclude Schembari – ha anche l’importante vantaggio di anticipare le ipo e le iper-glicemie e di essere attivo fino a sei mesi”.




Le persone con diabete condividono un obiettivo primario: raggiungere un controllo metabolico ottimale, ovvero mantenere la glicemia entro il livello prestabilito, riducendo il rischio di episodi di ipo- o iperglicemia senza che questo incida  sulla propria qualità di vita. Per molti di loro, oggi, si consolida una nuova frontiera, quella del controllo glicemico continuo, con un’analisi accurata dell’andamento della glicemia, non più misurazioni a spot, e delle sue fluttuazioni grazie a un piccolo sensore impiantato sotto la cute.