Il Comitato Territoriale Arcigay Ragusa “Arcobaleno degli Iblei” ringrazia la Squadra Mobile di Vittoria e di Ragusa per l’impegno capillare profuso nelle indagini e la delicatezza con la quale hanno svolto le stesse. Oltresì ringrazia il Commissario Straordiario di Vittoria il dottor Dispenza e la compagine che lo coadiuva per l’impegno attento e centellinato che hanno prestato ai due casi di Omofobia consumatisi nel comune ipparino.




La comunicazione arriva, nel giorno del 47° anniversario  della prima manifestazione pubblica contro l’omofobia tenutasi a Sanremo, potendola definire la Stonewall Italiana. Era il 5 aprile 1972 quando circa quaranta tra uomini e donne si presentarono davanti al Casinò, sede del Congresso internazionale di sessuologia con cartelli (tra cui «Psichiatri, siamo venuti a curarvi»), gridando slogans. Le associazioni arrivarono a Sanremo da tutta Europa per far sentire la loro voce. La prima manifestazione in Italia contro l’omofobia Altri lo ritengono il primo «Gay pride» nazionale, per manifestare l’orgoglio omosessuale.
«Siamo orgogliosi – dichiara il presidente del Comitato Marco Igor Garofalo (nella foto) – che già un buon lavoro da parte dell’Autorità sia stato fatto, adesso ci aspettiamo che la Magistratura faccia il suo corso e dia seguito all’operato degli inquirenti. Si ribadisce la necessità della estensione della legge Mancino a livello nazionale affinché vengano  riconosciuti quale aggravante ai reati commessi per omofobia e si ribadisce la necessità di completare la stessa con i decreti attuativi alla legge regionale. Poiché la legge regionale ha gli strumenti per incidere culturalmente per combattere la subcultura di violenza e di odio che si diffonde sempre di più fra la popolazione minorile».
«Ribadiamo che – continua Garofalo – i due casi di omofobia, non devono tacciare l’intera comunità vittoriese: poiché la stessa ha risposto e alzato la testa dinanzi a questa onta. Siamo scesi, come associazioni, in piazza il 22 Dicembre e Vittoria ha dato un segnale tangibile che questa è una cittadina “aperta”».




«Continueremo – e conclude il Presidente – il nostro impegno sul territorio, insieme alle Istituzioni locali e regionali a cui chiediamo azioni ancora più concrete e incisive volte a osteggiare il fenomeno, con la settimana di iniziative a contrasto dell’omo/trans-fobia che è la vera malattia da sconfiggere nei nostri territori, poiché come già ricorda S.E. Il Prefetto Dispenza l’omofobia è generata dalla “sub-cultura che permea alcuni strati sociali”».