Ragusa – Aggressione al cantiere Busso. “Niesci ca ni viriemu fora, t’ammzzu”. Rischia il licenziamento l’aggressore

pronto soccorsoE’ stato aggredito un caposquadra da un operatore ecologico ieri mattina nel cantiere della ditta Busso a Ragusa, per futili motivi. La ditta ha già adottato i provvedimenti nei confronti dell’aggressore che nella peggiore delle ipotesi rischia il licenziamento. Intanto sono tanti gli attestati di solidarietà da parte dei sindacati nei confronti dell’onesto lavoratore picchiato

In una normale giornata di lavoro, ieri mattina un capo squadra della ditta ecologica di Maurizio Busso, all’interno del cantiere nella zona industriale a Ragusa, ha subìto un pugno in faccia, con una prognosi di una settimana,  da parte di un operatore ecologico, addetto allo spazzamento. L’impresa ha già adottato i provvedimento del caso: l’aggressore è in ferie forzate in attesa di essere sospeso per 10 giorni, come prevede il contratto ma potrebbe rischiare anche il licenziamento, come ha riferito Maurizio Busso al telefono mentre è a Roma.

Contattato telefonicamente la vittima, molto attiva nei sindacati,  ha chiesto la privacy ma ha comunque riferito i fatti: il capo quadra, ormai da anni alle dipendente della Busso, come ogni mattina ha chiamato l’appello e ha assegnato le zone di competenza a ogni netturbino.

<<Io ho chiamato l’appello –  ha spiegato  –  e  lui non mi ha riposto ma io ho segnato ugualmente la presenza, avendolo visto>>. Poco dopo il netturbino si è lamentato di non essere stato chiamato o cercato dal capo squadra. Il caso è arrivato alle orecchie del responsabile, il cognato Busso,  il quale ha chiesto spiegazioni al capo squadra.  Il responsabile  ha preso le difese della vittima la quale non aveva alcun obbligo di cercare il netturbino per  assegnarli la zona. <<Alle 12.10 , al rientro in cantiere, ha ricordato la vittima dell’aggressione, il netturbino ha inveito contro tutti i colleghi di lavoro,  il responsabile lo ha invitato a uscire dalla struttura ma lui ha gridato “niesci ca ni viriemu fora, ca t’ammzzu” >>.

Poco dopo l’operatore è rientrato e ha sorpreso di spalle sferrando il pugno al caposquadra, reo di vere raccontato menzogne al responsabile. E’ stato il cognato di Busso ad allontanare dal cantiere l’operatore ecologico. La vittima non ha sporto ancora denuncia ma ha 90 gironi di tempo per farlo.

“Oramai lavorare in quel cantiere è diventato difficilissimo e pericolosissimo” – ha commentato Giovanni Lattuca, segretario della Fp Cgil di Ragusa – .

“Una parte della colpa è imputabile all’impresa perchè non ha mai preso per questi atti di violenza i dovuti e oppurtuni provveddimenti del caso.

L’altra parte di colpa è imputabile a chi ha difeso (istituzioni, politici) a spada tratta questi lavoratori quando alcune delle volte gli sono stati adottati dei provvedimenti disciplinari (vedasi i sit-in di protesta di alcuni lavoratori e sigle sindacali effettuati dinanzi alla Prefettura e al Comune di Ragusa).

È arrivato il tempo di dare basta a tutta questa violenza”, ha concluso Lattuca.

“Al nostro iscritto – ha commentato Nino  Giannone, segretario della Fit Cisl di Rg – va la nostra piena solidarietà e la vicinanza di tutta la federazione. Quanto accaduto è assolutamente inverosimile e non può passare impunito. Niente può giustificare tale gesto violento”.

Al lavoratore dei trasporti è arrivata anche la solidarietà del segretario generale della UST Paolo Sanzaro.

Viviana Sammito

 

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