imbergamo-giovannaDovranno comparire mercoledì 4 ottobre davanti al Gip di Ragusa, per gli interrogatori di garanzia, le tre donne arrestate dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Donne d’affari”, accusate di usura aggravata in concorso, illecita attività d’intermediazione finanziaria senza iscrizione negli albi e minaccia aggravata.

Rimangono dunque agli arresti domiciliari Maria Concetta Neri, 59 anni, Giovanna Imbergamo, 62 anni e la figlia Eleonora Brafa, 40 anni.

Oltre un anno di indagini, partite dopo il suicidio dell’ex direttore delle Poste di Scicli, Guglielmo Delibera, trovato morto impiccato nella sua casa di Marina di Modica. Dai tabulati telefonici le forze dell’ordine notarono molte chiamate tra Delibera e Maria Concetti Neri.

Neri

Le successive indagini hanno appurato come sfruttando lo stato di bisogno di soggetti meno abbienti (agricoltori, commercianti, artigiani, casalinghe) che si trovavano in disastrose condizioni economiche, le tre donne facevano da tramite con banche e finanziarie per far concedere prestiti alle vittime.

Nell’indagine sarebbero coinvolti anche dipendenti di banche locali. Al momento però questo non viene confermato. Ulteriori sviluppi forse dopo gli interrogatori.

Per gestire i loro affari illeciti e per convincere le vittime ad onorare i debiti, le tre donne non esitavano a ricorrere a pesanti minacce facendo riferimento anche all’intervento di “amici di Catania”, ricordando che “dietro le donne ci sono gli uomini”.

Brafa